Le parole della settimana: Conquista, Roma e Isis

06 marzo 2015 ore 10:58, Paolo Pivetti
Le parole della settimana: Conquista, Roma e Isis
Il Califfo Al Baghdati ha preannunciato che conquisterà Roma. I suoi amici in Libia ci fanno sapere che solo una striscia di Mediterraneo li separa dalla conquista.
Noi, tra l’incredulo e l’impaurito, riandiamo a tempi remoti: addirittura all’anno 711 quando gli Arabi, occupato il Nord Africa, dallo Stretto di Gibilterra incominciarono l’invasione della Penisola Iberica spazzando via re Roderigo e i suoi Visigoti; o al pur lontano anno 857 quando con lo sbarco a Mazara del Vallo incominciarono l’occupazione della Sicilia. Oppure ci torna in mente il fatidico 1453, l’anno della caduta di Costantinopoli, baluardo cristiano dimenticato dalla Cristianità, sotto i colpi di cannone (un cannone di fabbricazione ungherese) di Maometto II, Sultano degli Ottomani. Storie lontane, come potrebbero ripetersi? Mentre siamo distratti da questi pensieri, una notizia scivola dentro la cronaca, e nemmeno in prima pagina. Il Fondo Sovrano del Qatar ha acquistato per un valore di due miliardi di euro un pezzo di Milano: il nuovo Quartiere Porta Nuova, sorto in questi anni accanto al vecchio quartiere Brera -Garibaldi, ora gli appartiene al cento per cento. Si tratta di quella scintillante città verticale orgogliosa dei suoi grattacieli, l’Unicredit Tower, le due torri del Bosco verticale, le Residenze Varesine, il Palazzo Zigourrat sede di Google Italia, con la piazza Gae Aulenti che in breve tempo è diventata un vivacissimo centro, un’attrattiva per i turisti con le sue prospettive architettoniche avveniristiche. È una nuova Milano, un’impresa cominciata nel 2006 che ha cambiato l’aspetto della città con l’innesto di ardite forme in acciaio e vetro dentro il vecchio reticolo delle strade ottocentesche di Brera, con i loro vecchi, nobili palazzi in “giallo Milano”. È un aspetto nuovo della città, al quale ci si stava affezionando. Bene: da ieri, se percorrendo corso Garibaldi sfociate in Corso Como e di qui v’inoltrate verso Piazza Gae Aulenti, tenete presente che siete entrati nell’Emirato del Qatar. E non dovrete meravigliarvi se domani alzando gli occhi verso la guglia Unicredit vedeste sventolare la loro bandiera: è tutta roba loro. Venticinque edifici su uno spazio di 290.000 metri quadri: il più coraggioso innesto, in Europa, di un centro finanziario ultratecnologico nel cuore di un’antica città. Potrebbe starci benissimo, perché no? anche una sede di Al Jazeera, sempre roba del Qatar. Ecco: mentre il Califfo ci faceva “Bù!” dall’Irak, l’Emiro del Qatar ha conquistato il cuore nuovo di Milano. Non gli sono serviti i tagliagole coi quali sembra abbia qualche contatto: gli è bastato un bel pacchetto di banconote da 1 euro. Due miliardi, per l’esattezza.
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]