La maggioranza scricchiola e il caso Sacconi lo dimostra?

06 novembre 2014 ore 13:58, intelligo
La maggioranza scricchiola e il caso Sacconi lo dimostra?
La maggioranza scricchiola. Proprio al Senato, dove l’equilibrio è più precario. E stamani se n’è avuta la dimostrazione plastica quando Maurizio Sacconi, capogruppo di Ncd, ha annunciato di essere pronto a rimettere il mandato. Cosa è successo?
Il terreno di scontro è il disegno di legge sulla responsabilità civile dei magistrati. L’ira degli alfaniani è esplosa e si è concretizzata nelle parole di Sacconi dopo l’approvazione notturna del ddl in commissione Giustizia. Il via libera, infatti, è arrivato anche grazie ad una inedita convergenza tra Pd e Movimento 5 stelle. Convergenza piddini-grillini “grave” per Sacconi che accusa: “E’ la prima volta di una maggioranza spuria con l’aggravante della materia ad alta sensibilità politica e della rinuncia alla paziente mediazione. Il fatto è così grave nel metodo e nel merito che richiede un chiarimento politico nella maggioranza. Per mia parte consegnerò in giornata il mio mandato di capogruppo nelle mani del presidente del partito Alfano perché allo stato non mi sento in grado di garantire la necessaria collaborazione tra le forze politiche che sostengono il governo”. Passano alcune ore e la situazione cambia: Sacconi ritira le dimissioni dopo un chiarimento telefonico con il premier.Ho avuto un proficuo colloquio con il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che mi ha telefonato per garantire il suo impegno a che non si producano mai maggioranze diverse da quella che sostiene il governo, sulla giustizia come su ogni altro contenuto legislativo”, spiega Sacconi. La molla che ha fatto scattare il dietrofront degli alfaniani è stato “l’impegno assunto a che la maggioranza sia quanto prima ricomposta sullo specifico argomento della responsabilità civile e contabile dei magistrati in relazione al prosieguo dell'iter parlamentare. Gli ho espresso la mia soddisfazione per il rispetto che egli ha dimostrato nei confronti della composizione plurale della maggioranza e, dopo avere riferito il colloquio al presidente Alfano, ho convenuto con lui di proseguire nel mio ruolo di capogruppo in funzione di una maggioranza operosamente unita a sostegno del governo”. Pace fatta? Se gli alfaniani abbassano gli scudi, resta in ballo la tenuta del patto del Nazareno e in particolare, il lavorìo sulla legge elettorale. Che potrebbe diventare il nuovo banco di prova di un asse – presunto o possibile – tra Renzi e Grillo.
autore / intelligo
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