Messina senza acqua: esercito, chiesto intervento per nuova emergenza. I quartieri colpiti

06 novembre 2015 ore 11:14, intelligo
In Sicilia l’emergenza idrica continua senza tregua. A Messina, nonostante il by pass realizzato tra l'acquedotto di Fiumefreddo e quello dell'Alcantara, l’acqua non era arrivata ovunque e ora si viene a sapere grazie al capo del Genio Civile, Leonardo 
Santoro, che si è anche rotto. Proprio Santoro si sta recando sul posto per verificare l'entità del guasto.

Nel frattempo il concorso dell'Esercito è stato richiesto dalla prefettura di Messina, per fronteggiare la nuova emergenza 
idrica in città, causata dalla rottura della condotta di Fiumefreddo a Calatabiano, per una frana di ieri. Lo rene noto l'Esercito. Da questa mattina "l'Esercito con 5 autobotti da 80.000 litri -si legge in una nota- sta lavorando nella parte alta della città, difficile da servirecon erogazione diretta per ragioni di natura orografica".

"Gli interventi- prosegue la nota- hanno permesso la prosecuzione della normale attività didattica in due scuole, il Liceo Artistico 
Statale 'E. Basile' e l'Istituto Comprensivo 'San Francesco di Paola'.Inoltre l'istituto Antoniano di Cristo Re, che si occupa della 
distribuzione dei pasti per i poveri e dell'assistenza delle famiglie bisognose, ha potuto garantire, grazie all'acqua immagazzinata in mattinata, il funzionamento della mensa e del servizio docce", sottolinea l'Esercito.

I quartieri colpiti dalla crisi idrica sono: Cep, Minissale, Annunziata Alta (contrada Citol a, contrada Sorba), Castane, Giostra, 
Villa Lina, Santa Chiara, Villaggio Svizzero), San Licandro (zona alta), Giampilieri, Zafferia (contrada Macchia) Santa Lucia sopra 
Contesse (zona alta), Istituto Ortopedico Scalabrino, Masse (San Giorgio, Santa Lucia, San Nicola), Faro Superiore (Luvarazzi), Torre Faro, Ganzirri. I punti di approvvigionamento cittadino saranno Amam, Mili e Torre Vittoria.

E questo mentre nella provincia di Agrigentino è scattata la sospensione cautelativa dell'approvvigionamento nei serbatoi di Campobello di Licata, Ravanusa, Agrigento stessa e Canicattì. L'ultima allerta riguarda il pericolo di batteri nell'acqua. 

Insomma la Sicilia affoga senza o con l'acqua cattiva. 
autore / intelligo
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