Recessione? Squinzi verso l'uscita dal tunnel: "imprese reinvestiranno"

06 novembre 2015 ore 11:55, Luca Lippi
Recessione? Squinzi verso l'uscita dal tunnel: 'imprese reinvestiranno'
"Dovremmo veramente vedere l'uscita dal tunnel a breve" dice Squinzi a margine margine della presentazione degli Scenari industriali, commentando i dati Istat e Ue sul Pil italiano. L’affermazione è inclusiva di una trattazione articolata all’interno della quale si è parlato anche di una eventuale successione alla presidenza di Confindustria.

L'industria italiana si contrae in quantità ma non c'è "fiacchezza", mantiene "solide basi per far ripartire lo sviluppo", "indicatori di qualità e di forza competitiva" come la propensione ad innovare seconda solo alle imprese tedesche, l'elevato tasso di investimento (doppio del tedesco e francese ed in linea con gli Usa), la seconda posizione al mondo per complessità dell'export (ancora dopo la Germania). Una visione lucida, ma ancora troppo fiduciosa e non per incompetenza, si sa, avere fiducia è una delle scintille propulsive per un imprenditore degno di questo nome.

Dice squinzi: "L'idea di politica industriale (di Confindustria ndr) è semplice: attenzione ai fattori strutturali della competizione con uno sguardo sul medio lungo termine, chiarezza nella scelta delle priorità, centralità dell'innovazione, valorizzazione del ruolo dell'impresa, utilizzo convergente di tutte le leve dell'intervento pubblico". Squinzi riprende il medesimo concetto speso durante la riunione degli industriali bergamaschi del mese scorso quando affermava: ““In Italia per anni siamo andati avanti con una cultura anti-industriale, un pregiudizio e una falsa idea delle imprese, che ha penalizzato il nostro Paese”.

Oggi Squinzi premia l’interesse del governo per l’impresa, e vede finalmente la giusta attenzione, le imprese italiane sono ottimiste, si è ricominciato a produrre senza troppi scossoni anche se ancora a ritmi troppo lenti, ma è già un segnale buono. Giorgio Squinzi, si lascia andare a un sospiro di sollievo: “L’Italia è finalmente e faticosamente uscita dalla recessione, anche gli ultimi dati Ue sul Pil confermano che c’è un miglioramento”, tuttavia rileva che non tutti i comparti hanno preso a veleggiare sicuri ma se il trend rimane costante prima o poi tutto prenderà la medesima velocità.

I dati: la produzione di motoveicoli e rimorchi (+70% da settembre 2014 ad agosto 2015); il farmaceutico o anche le bevande, l’abbigliamento, macchinari e attrezzature (+15%); il comparto dei mobili (+10%); al palo solamente il settore del legno, metallo e pelletteria (-3,4%). In ogni caso gli economisti del Centro studi di Confindustria sono convinti che “non è una falsa partenza, simile alle molte che hanno punteggiato la lunga crisi. Le prospettive rivelate dai dati e garantite dalle condizioni internazionali favorevoli e dalla politica di bilancio non più restrittiva sono di consolidamento e progressiva diffusione del recupero”. Per tornare ai livelli pre-crisi la strada resta tortuosa, nonostante il +2,3% registrato in questo ultimo anno (dato medio) il manifatturiero resta ancora a - 24,4% rispetto al 2007. 

Conclude squinzi: “Gli investimenti possono esserci, le imprese sono pronte a farli se c’è mercato, la piena attuazione delle riforme può dare un cambio di passo”. Squinzi ha anche ribadito il “giudizio complessivamente positivo sulla Legge di Stabilità, anche se persistono alcune criticità” il riferimento è chiaramente al sostegno non sufficiente ai comparti “ricerca e innovazione” e soprattutto a sforzi necessari ma assenti riguardo le problematiche del Mezzogiorno.

autore / Luca Lippi
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