Di Stefano (CasaPound): “Ritorno al passato, a Bologna la stessa foto del 1994. Se è così è finita"

06 novembre 2015 ore 12:47, Andrea Barcariol
Di Stefano (CasaPound): “Ritorno al passato, a Bologna la stessa foto del 1994. Se è così è finita'
Ha le idee chiare Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound, sul significato della presenza di Berlusconi alla manifestazione delle Lega Nord di domenica prossima a Bologna. Intervistato da IntelligoNews, spiega quale sarà la posizione di CasaPound in caso di patto tra Lega e Fi.

Salvini ha appena dato il benvenuto a Berlusconi ma ha detto che chiuderà lui la manifestazione. Cosa ne pensa?


«Ci mancava solo che Berlusconi chiudesse pure la manifestazione. Forse sarebbe piaciuto ad alcuni dirigenti della Lega che hanno supplicato Berlusconi di andare in piazza, rassicurandolo anche sulla nostra assenza. Ci sono i nostalgici della Casa della Libertà che non vedono l’ora di vedere questa foto emblematica sul palco: Berlusconi, Salvini, Meloni, che è la stessa foto del 1994: Berlusconi, Bossi, Fini. Questo è quello che noi volevamo scongiurare. Continuiamo a sostenere Salvini per quello che dice, ma non ci troviamo a stare sul palco con chi ha votato “l’infame legge Fornero” e continuiamo a pensare a un Fronte nazionale italiano, un soggetto identitario».

Per questo siete stati esclusi dalla manifestazione?

«Inizialmente dovevamo andare quando ci dovevano essere le categorie produttive, senza bandiere politiche, con Salvini che parlava da solo sul palco. Da quando è diventata Salvini-Meloni e poi Salvini-Meloni-Berlusconi è cambiato tutto, anche alla luce dell’alleanza siglata in questi giorni tra i capogruppi di Fi- Lega e Fdi per fare opposizione insieme, uniti contro Renzi. A noi l’idea di stare tutti insieme per battere Renzi non ci appartiene».

Secondo lei, quindi, è un ritorno al passato?

«Esattamente, è palesemente un ritorno al passato, non so per quale motivo ma è così. Se l’idea è Lega al nord e Berlusconi-Meloni al centro-sud noi non siamo di questo avviso».

Anche a livello economico Lega Nord e Forza Italia sono su posizioni opposte, ad esempio sull’euro.

«Sì non solo su quello, anche sui matrimoni omosessuali, poi c’è il sostegno di Fi, scritto nella storia, ai governo Monti e Letta, c’è il Patto del Nazareno, la legge Fornero e potrei andare avanti per ore. Non capisco quale possa essere il progetto politico con Berlusconi».

Probabilmente quello di una destra più moderata per contrastare Renzi, almeno questo proverà a fare Berlusconi con Salvini.


«Non è una questione di destra più moderata, ma di vecchi schemi con la Lega che vuole governare Piemonte, Lombardia e Veneto, mentre gli altri alleati devono pensare al resto. In Europa invece c’è una destra che sta vincendo da sola, senza fare alleanze. Secondo me il patto con Berlusconi prevede la fine del progetto nazionale di Salvini. Io spero di no, però se la riproposizione è questa è finita».

In questo caso, quindi, rompereste i rapporti con Salvini?


«Noi siamo per un progetto nazionale che si espanda su tutto il Paese e che prevede Salvini come premier. Insieme a Berlusconi questa cosa non si può fare. Vedremo anche su Roma quale saranno le mosse e se Forza Italia continuerà a spingere per Marchini candidato sindaco. Dalle prossime elezioni di maggio si capirà se c’è la volontà di molti dirigenti della Lega di scendere al centro-sud».

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