Tonelli (Sap) a Bologna: “In piazza parlerò chiaro. Poliziotti al collasso, pessima la Stabilità”

06 novembre 2015 ore 14:10, Andrea Barcariol
Tonelli (Sap) a Bologna: “In piazza parlerò chiaro. Poliziotti al collasso, pessima la Stabilità”
Intervistato da IntelligoNews, Gianni Tonelli, segretario nazionale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), parla della manifestazione di domenica a Bologna e denuncia ancora una volta la situazione drammatica delle Forze dell’Ordine, costrette a sopportare tagli pesantissimi nella legge di Stabilità: “Viviamo in ambienti e lavoriamo in condizioni indecorose”.

Domenica a Bologna, durante la manifestazione, si parlerà dei tagli che hanno subito le Forze dell’Ordine. Cosa ne pensa?

«Sono molto soddisfatto della manifestazione. Ho parlato di questi problemi in piazza a Milano e lo farò ancora a Bologna. Sono contento che non sia la manifestazione di un partito ma di uno schieramento. Tutti i punti che ho inviato a tutte le forze politiche sono stati fatti proprio da chi ci sarà domenica. Siamo di fronte a tagli drammatici, drastici, che hanno compromesso, portandolo sull’orlo del collasso, tutto l’apparato di sicurezza. Viviamo in ambienti e lavoriamo in condizioni indecorose. Non abbiamo i soldi neanche per carta e toner, siamo al collasso».

Come giudica la Legge di Stabilità?

«Peggiorerà ancora la situazione, leggevo uno studio del Movimento 5 Stelle che parlava di tagli per oltre 200 milioni. Secondo la Lega invece si tratta di tagli di addirittura 700 milioni, che sono stati semi-mascherati. Visto che noi non possiamo scioperare la legge prevede un confronto prima della presentazione della Legge di Stabilità. Questo non è stato fatto, non abbiamo visto neanche la bozza».

Per la verità, anche il governo Berlusconi fece tagli pesanti nel settore della sicurezza.

«Assolutamente, quando siamo stati ricevuti a Palazzo Grazioli dal presidente Berlusconi ci siamo confrontati anche su questo. Facendo però una valutazione oggettiva, apolitica, se c’è un momento di difficoltà e taglio 100 euro a una famiglia che guadagna 1000 euro è un conto, se questi 100 euro li taglio a chi ne guadagna solo 500 il discorso è diverso, li metto veramente in crisi. Oggi noi siamo al collasso, non possiamo sopportare tagli ulteriori. Abbiamo cercato di fare una campagna anche mediatica su questi problemi, sfruttando le elezioni europee ed amministrative e siamo riusciti a scongiurare la chiusura di molti uffici, questa volta però non so se ce la faremo. Per legge hanno anche azzerato il vuoto di organico, con un colpo di spugna, attraverso la riforma Madia. Così non ci possiamo neanche più lamentare, anzi per loro siamo addirittura qualcuno in più».

In questo periodo, anche dopo la morte di Ermes Mattielli, si parla molto delle legittima difesa. Qual è la sua opinione?

«L’Italia ha un sistema confezionato per i delinquenti, non per la brava gente. Posso comprendere che una persona possa eccedere nel difendersi, ma in tal caso viene additato al pubblico ludibrio. Se un mio collega eccede con una pedata, senza capacità abrasiva, scoppia il delirio, mentre non si è fatto niente a chi ha distrutto un intero quartiere di Roma con le molotov. La legge sulla legittima difesa è matrigna per la brava gente perché regala il vantaggio della prima mossa ai delinquenti».

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