Bagnasco "esorcizza" le riforme: "Diabolico pensare che il Papa sia solo"

06 novembre 2015 ore 17:20, Americo Mascarucci
Bagnasco 'esorcizza' le riforme: 'Diabolico pensare che il Papa sia solo'
Nel bel mezzo della bufera Vatileaks, la Chiesa fa quadrato intorno a Papa Francesco per demolire la convinzione, che certe inchieste sembrerebbero accreditare, di un pontefice isolato circondato da nemici, pronti a tutto pur di fermare le riforme. 

Una lettura che non piace al presidente della Conferenza Episcopale italiana Angelo Bagnasco che in un’intervista a Repubblica smentisce l’idea del Bergoglio isolato. 

Bagnasco era stato indicato all’inizio come uno dei porporati più invisi a Francesco; questo perché, durante l’ultimo conclave, si sarebbe speso per l’elezione di Angelo Scola e per la non elezione di Bergoglio. 

Una tesi che sembrò avvalorata da alcune decisioni prese dal Papa pochi mesi dopo la sua elezione: 
l’estromissione di Bagnasco dalla Congregazione dei vescovi e la sua sostituzione con l’arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti, e la defenestrazione del fedelissimo segretario Cei Mariano Crociata, trasferito a fare il vescovo di Latina e sostituto da Nunzio Galantino, tanto vicino a Bergoglio quanto lontanissimo da Bagnasco. 

La sostituzione dell’arcivescovo di Genova alla guida dei vescovi italiani sembrava inevitabile, fino a quando ecco il colpo a sorpresa di Francesco con la proroga triennale del mandato di Bagnasco che resterà capo della Cei fino al 2017. 

E così oggi Bagnasco interviene a difendere Francesco dal nuovo scandalo che sta facendo tremare i sacri palazzi. 
Del resto il presidente Cei è abituato a far fronte a queste burrasche, visto che si trovò a gestire già il precedente scandalo Vatileaks ai tempi di Benedetto XVI quando si trovò tirato in ballo nei carteggi riservati pubblicati nel libro di Gianluigi Nuzzi “Sua Santità”, nella guerra fra l’allora segretario di stato Tarcisio Bertone e i porporati vicini al predecessore Angelo Sodano. 

Bagnasco dovette affrontare i risvolti del famigerato “caso Boffo” e le denunce dell’ex direttore di Avvenire contro i presunti autori occulti della campagna stampa de Il Giornale contro di lui, per obbligarlo a lasciare la direzione del quotidiano della Cei. 

Insomma un Bagnasco abituato ad affrontare situazioni difficili, che oggi è al fianco di Francesco e dei suoi propositi di riforma. 

Francesco ha tanti collaboratori leali e capaci, che rispondono alla fiducia che egli stesso ha risposto in loro – spiega Bagnasco - La Chiesa dipinta, invece, come un deserto pieno di insidie è un quadro del tutto menzognero. Insomma, rappresentare un Papa isolato dai vescovi è un falso. Il Papa non è solo. Noi siamo con lui, con tutta la nostra lealtà, capacità, affetto e gratitudine. L'episcopato italiano, in particolare, gli manifesterà questo affetto fra poco, nel convengo ecclesiale di Firenze dove gli esprimeremo la nostra totale vicinanza"

Bagnasco si sente parte della squadra di collaboratori di fiducia del Papa e sembra voler sottolineare questa sua fedeltà oltre ogni ragionevole dubbio. 

Il pensiero è anche per il Santo Padre - aggiunge ancora - che credo provi dolore e amarezza. Soprattutto perché egli sta agendo con tanta generosità e determinazione dentro un percorso di riforma, di rinnovamento, e si trova innanzi a queste fughe di notizie, questi intoppi che sono brutti, sono da riprovare moralmente e, se si tratta di crimini comprovati, anche da perseguire con vie adeguate". 

Nessuna divisione dunque all’interno della Chiesa, nessuna distanza con il Papa, i vescovi italiani stanno con lui e contro i tentativi di delegittimare l'istituzione ecclesiastica (anche se Gianluigi Nuzzi autore di "Via Crucis" uno dei libri inchiesta ha tenuto a specificare che una cosa è il Vaticano, un'altra la Chiesa). 

Insomma non esisterebbero più conservatori o progressisti, bergogliani o anti-bergogliani, la Chiesa è una e tutti sono chiamati a difenderla, dal Papa all’ultimo dei sacerdoti, passando per i vescovi. 

Non ho alcuna preoccupazione circa l'eventuale intenzione - prosegue Bagnasco - che se esiste è diabolica, di dare l'idea di una divisione, di una distanza del Papa rispetto al resto della Chiesa, ai suoi collaboratori e ai corpi episcopali, è semplicemente un'immagine di divisione che si vuole accreditare presso l'opinione pubblica per creare ulteriore disorientamento"

Già, i fedeli! Proprio loro sono i primi a provare sconcerto di fronte a questa fuga di notizie e di documenti riservati dai sacri palazzi, episodi sconcertanti che sembrerebbero testimoniare quanto il Vaticano raffigurato da Dan Brown nei suoi romanzi, rischi di non essere poi tanto difforme dalla realtà. 

Ma Bagnasco ne ha pure da dire sulle accuse alla gestione dell'otto per mille: "Dispiace il tentativo di creare e aumentare un polverone in modo da far credere alla gente, in modo così indiscriminato, che vi sia una gestione non corretta dell'8 per mille che fino a ora gli italiani, con tanta generosità e coscienza, hanno accreditato alla Cei, che non è il Vaticano - spiega l'arcivescovo di Genova -  è sotto gli occhi di tutti come viene amministrato l'8 per mille dalle diocesi, dalle comunità parrocchiali, dalle associazioni e dai centri di ascolto per i poveri, centri per i nostri italiani e per gli immigrati e per combattere tutte le forme di povertà, vecchie e nuove".

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