Sinodo, Erdo avverte: maggioranza contro unioni gay e teorie gender

06 ottobre 2014 ore 11:56, Marta Moriconi
Sinodo, Erdo avverte: maggioranza contro unioni gay e teorie gender
Papa Francesco solo ieri aveva dichiarato che questo sarebbe stato un sinodo lungo, probabilmente di un anno e che lui stava solo dando la spinta iniziale.
Oltre alla lunghezza, altra caratteristica sarà quella di sentirsi liberi di dire ciò che si pensa perché "il mondo è cambiato e la Chiesa non può chiudersi nelle presunte interpretazioni del dogma. Dobbiamo avvicinarci - affermava inoltre il Papa - ai conflitti sociali, nuovi e vecchi, e cercare di dare una mano di conforto, non di stigmatizzazione e non solo di impugnazione". La paura dei conservatori poggia tutta su questa frase. Il pericolo per loro è superare di fatto la caratteristica dell'indissolubilità, anche se questo avvenisse più implicitamente che esplicitamente, il timore è che si arrivi a decisioni ambigue. Come già accadde per il Concilio Vaticano II le interpretazioni lascerebbero aperta la porta alla confusione, al caos e al relativismo anche spirituale per molti "tradizionalisti" (come non amano definirsi ma come amano definirli). Ma tornando alla realtà oggi si viene a sapere con una nota che il sinodo dei vescovi, dicendo "no al catastrofismo e alla abdicazione" sul Vangelo della famiglia, ricorda che "esiste un patrimonio di fede ampio e condiviso" da parte dei "cattolici praticanti" che nella stragrande maggioranza non consentono con "la teoria del gender o con l'equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio tra un uomo e una donna". Così afferma la "relatio ante disceptationem" presentata al sinodo dal relatore generale Peter Erdo che però ritiene "auspicabile" "guardare al di là della cerchia dei cattolici praticanti". Quali sono dunque le obiettive difficoltà sociali e culturali che pesano oggi sulla vita matrimoniale e familiare? Ce lo diranno i Vescovi riuniti, coscienti però del sentire comune cattolico che viene descritto sapientemente. Inoltre rimarca la 'relatio': "La famiglia è quasi l'ultima realtà umana accogliente in un mondo determinato pressoché esclusivamente dalla finanza e dalla tecnologia. Una nuova cultura della famiglia può essere il punto di partenza per una rinnovata civiltà umana". Rinnovata ma coerente con la sua natura.
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