Gay, Clément Borioli al Papa: "La mia omosessualità e la vera disumanità"

06 ottobre 2015, Marta Moriconi
Gay, Clément Borioli al Papa: 'La mia omosessualità e la vera disumanità'
Se si guarda al Sinodo la partita sembra a squadre: da una parte gli "ortodossi" e dall'altra i "modernisti". A buttare acqua sul fuoco ieri c'ha pensato il cardinale ungherese Peter Erdö, ma il caso Charamsa è ancora caldo e rischia di scatenare ancora le fiamme. IntelligoNews ha intervistato Clément Borioli ex-portavoce della Manif Pour Tous francese che ci racconta la sua omosessualità e la sua fede cattolica. Ne scaturisce un appello al Papa.

Non si può non partire dal caso Charamsa... Le sue parole: "Voglio che la Chiesa e la mia comunità sappiano chi sono: un sacerdote omosessuale, felice e orgoglioso della propria identità. Ho un compagno. Sono pronto a pagarne le conseguenze, ma è il momento che la Chiesa apra gli occhi di fronte ai gay credenti e capisca che la soluzione che propone loro, l'astinenza totale dalla vita d'amore, è disumana". Lei che vita fa e, ci perdoni la franchezza, è disumana qualora diversa?

"Sicuramente l'astinenza totale dalla vita d'amore è disumana, ma non è quello che mi propone la Chiesa, non è quello che vivo, neanche quello che vorrei vivere. È come vedere un film in bianco e nero benché sia stato girato a colori. 
La Chiesa nella sequela di Gesù ci guida per vivere la virtù della castità, come quella della carità. Tocca a tutti viverla, non soltanto ai sacerdoti o alle persone che provano un'attrazione per lo stesso sesso. La virtù di castità è sapere vivere in armonia il piacere sessuale e affettivo, ordinando alla nostra persona di vivere con amore ed intelligenza il nostro bisogno di toccare e di essere toccati. È nella nostra natura umana esprimere le nostre emozioni con parole e gesti. Il toccare deve avere il suo spazio. Alcuni gesti sono riservati agli sposi, ma altri sono convenienti per esprimere l'affetto e l'amicizia. La castità è sicuramente la virtù per la quale abbiamo bisogno di un sostegno stretto, perché la nostra società ha perso il senso di tale virtù e con quella il senso stesso dell'amicizia". 

"Vorrei con la mia storia scuotere un po' la coscienza di questa mia Chiesa" dice Charamsa. Lei alla Chiesa quale messaggio manderebbe invece?

"La Chiesa deve promuovere l'amicizia che ci è necessaria per vivere una vita casta in Cristo. Vorrei che tutti noi cristiani, con umiltà e onestà, riconoscessimo che siamo deboli su questo punto. È la malattia della nostra epoca. Se non riconosciamo che abbiamo bisogno del sostegno degli uni gli altri, come mai può essere possibile che i più fragili lo vivano per bene? È quella proposta che diffonde il gruppo Courage: crescere in amicizia per vivere una vita d'amore come Gesù ci ha insegnato. Spero  che l'anno della misericordia possa dare a tutti l'opportunità di riconoscere le nostre povertà affinché possiamo ricevere il sostegno dei nostri fratelli e di Gesù stesso. Non possiamo e non dobbiamo affrontare da soli la nostra omosessualità questo è disumano". 

Esiste o no la lobby gay? E vuole condizionare il Sinodo secondo lei?

"Esistono persone ferite, anche dai discorsi della Chiesa o di alcuni cattolici, che poi esplodono. La Chiesa ha per tanto tempo avuto una pastorale, direi negativa, nei confronti dell'omosessualità, almeno nel discorso pubblico. Cosa sente
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una persona omosessuale da parte della Chiesa, che è contro i propri diritti, la propria vita, la propria scelta? Non sente un discorso positivo, una vera proposta attrattiva. Da qui la loro risposta come lobby è normale, non dovrebbe essere una sorpresa. È normale che anche nella Chiesa ci sono "pro gay" perché si sentono di difendere persone che vedono escluse della Chiesa. In Francia il gruppo Devenir un en Christ chiede un sostegno della Chiesa per le coppie omosessuali che non riescono a vivere in un altro modo. E devo dire che sono potenti, sono raccomandati dai vescovi stessi che partecipano al Sinodo".  

La teoria del gender come agisce in Francia e trova similitudini in Italia....

"Come ha detto alla stampa Monsignore Charamsa "sono orgoglioso della mia identità" intendendo "omosessuale" ... Il problema è lo stesso in Francia. Si tende a pensare che la nostra identità sia basata sulla nostra attrazione sessuale, e non più sul nostro genere. Non siamo più uomini o donne ma omosessuali, eterosessuali, bisessuali, o non definiti... La nostra società ha un problema con il genere. Non possiamo più essere orgogliosi di essere maschi o femmine, è desueto. Si perde il riferimento biologico, l'obiettivo. Così il riferimento diventa quello del nostro piacere, che può cambiare come ci pare. Questo vuole dire che non c'è più una base stabile ma una cosa mobile che fa cadere tutti i riferimenti biologici che costituiscono una parte importante del nostro essere". 

La famiglia. Quella naturale e quella che vorrebbero costruire tanti omosessuali. Le differenze e quali aspirazioni avete? Siete tutti uguali nel desiderare un figlio? Perché no all'utero in affitto?

"Il desiderio di trasmettere la vita a un figlio è un desiderio bello, è importante, perché è il segno che il nostro desiderio più profondo è la vita. Il problema è come trasmettere questa vita in un modo non disumano. Mi è mancato il papà quando ero piccolo e ci soffro ancora oggi. Non vorrei che a un bambino mancasse il papà o la mamma. Se alcuni studi dicono che non hanno riscontrato problemi nei bambini a cui mancava la mamma o il papà, non vuole dire che non ci sono problemi, vuole dire che non hanno cercato dove andava cercato. Alcuni studi che hanno sollevato questi problemi, come quella famosa del dottore Regnerus, hanno trovato qualcosa e posso testimoniarlo a tutti. Questo perché il bambino e il corpo della donna non sono una merce, quindi mi oppongo all'utero in affitto. Nel rispetto della donna e del bambino per non disumanizzarli". 

Da omosessuale, il suo messaggio al Papa per il Sinodo...

"Papa Francesco guarda il cuore dei tuoi fratelli che provano un'attrazione per lo stesso sesso con misericordia. E dà il tuo sostegno a loro perché si dirigano verso una santità vera, giusta e piena di amore. Abbiamo bisogno del tuo soccorso paterno soprattutto in questi momenti nei quali il diavolo vuole tirarci giù. Aiutaci ad edificare questa via di santità non una da strapazzi!".
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