Canone Rai in bolletta? I costi e le polemiche

06 ottobre 2015, Luca Lippi
Canone Rai in bolletta? I costi e le polemiche
Roba vecchia, riportiamo integralmente il titolo della vecchia proposta che mirava a sconfiggere l’evasione del canone Rai. Il testo in questione era il 2974, venne presentato a novembre 2009, e si intitolava appunto “Istituzione dell’imposta per il servizio pubblico generale radiotelevisivo e disposizioni per il recupero dell’evasione del canone di abbonamento alle radioaudizioni, previsto dal regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n.246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880”.

Le dichiarazioni del premier: “Nella legge di stabilità riduciamo il canone e contemporaneamente diciamo che lo devono pagare tutti attraverso un meccanismo che potrebbe essere quello del pagamento in bolletta … Oggi costa 113 euro, il prossimo anno costerà 100 euro. Chi è onesto e paga, paga meno”. Così Matteo Renzi.

Tuttavia, il presidente del Consiglio sempre interessato alla rottamazione anche della Carta Costituzionale, ignora quello che il Codacons cerca di ricordargli “In base al Regio decreto legge 21 febbraio 1938, n. 246, tale imposta si applica solo a chi possiede un apparecchio adibito alla ricezione di radioaudizioni televisive nel territorio italiano. Per questo snaturare il canone vincolandone il pagamento ad una bolletta sarebbe illegittimo, poiché non garantisce il verificarsi della condizione essenziale per il pagamento dell`imposta, ossia il possesso di un televisore o altro apparecchio atto a ricevere frequenze tv".

Il "carico" lo mette Chicco Testa (presidente Assoelettrica): “Il canone Rai nella bolletta elettrica è una operazione impossibile. Non tutti i possessori di un televisore sono possessori di un contratto elettrico e non tutti i possessori di un contratto elettrico sono possessori di un televisore. Sbagliato riversare sui produttori di energia elettrica il compito di recuperare il canone per la Rai, perchè non ci compete”.

Se l'operazione dovesse andare in porto, la Rai ne ricaverebbe qualcosa come tre miliardi di euro. Secondo quanto annunciato dal premier il costo del canone scenderà dagli attuali 113 euro all'anno a 100 euro. 

L’evasione del canone Rai sfiora i 600 milioni di euro l’anno, e la soluzione riproposta è sempre la stessa, il drago si desta nuovamente “Il cittadino che non possiede la tv o un altro dispositivo da cui sia possibile vedere la Rai dovrà dimostrarlo”. Non è così, inutile provarci di nuovo, su questo già si è pronunciata Viale Mazzini in maniera ufficiale, con una nota di chiarimento sulla questione. “In Italia il canone ordinario deve essere pagato solo per il possesso di un televisore”.

Conclusione: il canone Rai è da pagare esclusivamente da chi possiede un apparecchio tv. In secondo luogo il canone Rai è una imposta di scopo e quindi non è di competenza e nella disponibilità del Governo ma del Parlamento, oltretutto (ultimo ma non ultimo) il presunto il prelievo di 150 milioni di euro dal canone di abbonamento deciso dal governo con il decreto Irpef si configurerebbe come una nuova tassa a carico dei cittadini. Sarà il caso di sedare le risse prima che il cittadino si trovi costretto a dover spendere energie per dimostrare illegittimità note alla fonte.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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