Caso Air France, Ferrero a Landini: “Con te per le occupazioni”

06 ottobre 2015, Marta Moriconi
Caso Air France, Ferrero a Landini: “Con te per le occupazioni”
Il segretario generale della Fiom dopo l'aggressione al manager della compagnia francese che aveva annunciato 2.900 esuberi, ha annunciato di essere “pronto a occupare fabbriche per difendere il lavoro". Abbiamo intercettato Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, che non solo lo appoggia ma si prepara a dar vita a nuove politiche economiche con la famosa "Cosa Rossa". 

Ferrero, cosa ne pensa di quella che viene chiamata l'aggressione degli operai al capo delle risorse umane della compagnia di bandiera francese che è stato costretto alla fuga a torso nudo per evitare un linciaggio?

"A me sembra evidente che la gente si ribelli di fronte alla continua distruzione della propria vita, perché di questo si tratta. Se si arriva a quel punto è perché quei signori, che ieri sono rimasti senza giacca, fanno i propri comodi e applicano misure inumane devastanti. Come se le persone fossero bestie o cose".

In Italia ci sono manager che meriterebbero un trattamento come quello visto in Francia?

"Assolutamente sì. Quel modello non è la soluzione, ma evidenzia a che punto siano arrivati ad esasperare la gente distruggendogli la vita. Io da un lato ritengo che abbiano fatto benissimo, è ovvio che la soluzione è la modifica radicale delle politiche economiche. Questo nodo della concorrenza brutale, che distrugge tutto, va superato".

E' o no un'aggressione quanto successo? Oppure come la chiamerebbe? 

"Io non condanno quella reazione. I lavoratori si sono rivoltati, quindi si chiama rivolta. Non è un'aggressione, anzi lo è quella che fanno quotidianamente nei confronti dei lavoratori, o quella che fa un delinquente. La gente si è semplicemente rivoltata e ha fatto benissimo".

La soluzione di Landini di occupare le fabbriche è una strada?

"Ovviamente sì, siamo nell'ambito delle forme di lotta. Il problema è che chi ha il potere lo usa tutto malamente e pesantemente. E quindi quelli che hanno i soldi lavorano a fare sempre più soldi, e massacrano letteralmente la vita delle persone: mandano le persone in pensione sempre più tardi, lasciano i nostri figli disoccupati. Chi è al potere non pensa al bene comune e si comporta senza responsabilità. Non parlo da comunista, penso alla Dottrina Sociale della Chiesa per esempio... Bisogna costruire le lotte, e le occupazioni sono un percorso, perché questa situazione va rovesciata, va impedito a questi signori di fare i propri comodi".

Scenderebbe al fianco di Landini ad occupare le fabbriche quindi?

"Assolutamente sì. Ieri hanno firmato il Trattato Transpacifico. Che prevede tribunali transnazionali a cui possono ricorrere le multinazionali, per denunciare i governi che ostacolano la libertà di investimento. Questa cosa, che vogliono fare anche in Europa, produrrà il fatto che si arriverà a dire che non si può avere l'acqua pubblica, saranno messi in discussione gli ospedali pubblici.... al centro c'è un problema di soldi, ma non solo: loro stanno distruggendo le condizioni di civiltà che si erano costruite dopo la rivoluzione francese. Stiamo tornando a una specie di barbarie che è gestita da questo ceto di manager transanazionali che governano in realtà. Non si può che felicitarsi quando questi manager vengono inseguiti dalla giusta rivolta di quei lavoratori che sono esasperati".

Ma la Cosa Rossa? A che punto sta? Proprio di nuove politiche econimiche parla...

"In questi giorni la discussione sta andando avanti e il primo banco di prima sarà costruire un soggetto che presenti liste unitarie alle prossime amministrative, abbiamo Milano, Torino, Bologna, Napoli... Il nodo fondamentale di questi giorni sarà riuscire a dare una prima risposta politica. Io son fiducioso". 
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