Gli occhi dei Puffi sugli smartphone: "007 Snowden" denuncia il nuovo spionaggio

06 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Gli occhi dei Puffi sugli smartphone: '007 Snowden' denuncia il nuovo spionaggio
Ricordate i Puffi? Da bambini tutti abbiamo atteso con trepidazione le famigerate ore 20, quando la saga dei nanetti azzurri con il cappellino bianco capitanati dal saggio “grande puffo” andavano in onda sulla Tv

Tanti di noi si sono appassionati alle avventure di puffetta, quattrocchi, golosone, pigrone, vanitoso, brontolone, nomi attribuiti ad ogni singolo puffo in base alla propria personalità. 

Il “cattivo” dei Puffi era il mago Gargamella, ma oggi scopriamo invece che, proprio i simpatici amici che hanno accompagnato la nostra infanzia e adolescenza con le loro avventure, possono essere in realtà dei pericolosi spioni in grado di controllare ogni nostro movimento. Gli inglesi infatti sarebbero tutti spiati da fantomatici puffi e pare pure che non possano nulla contro quella che appare come una evidente violazione della privacy. A svelare questa sconvolgente realtà è ancora una volta Edward Snowden, l’informatico statunitense che ha reso noti diversi sistemi di spionaggio praticati abusivamente dai servizi segreti Usa. Secondo quanto accertato da Snowden, i servizi segreti inglesi, sarebbero in possesso di avanzati software di spionaggio per smartphone i quali si installerebbero molto semplicemente, mandando un SMS. 

Questi sarebbero in grado di spiare tutte le attività del telefono e la sua posizione. In pratica non ci sarebbe nessun cittadino inglese libero di andare dove vuole, di fare ciò che vuole senza che il governo britannico ne sia a conoscenza. 

Lo ha rivelato Snowden con un’intervista alla BBC. 

L'ex analista della NSA ha inoltre spiegato che questi software si chiamerebbero smurf, cioè puffi e che ne esisterebbero ben quattro versioni: Nosey Smurf, puffo rumoroso, Dreamy Smurf, puffo sognatore, Paranoid Smurf, puffo paranoico e Tracker Smurf, puffo segugio. Ognuno avrebbe un compito differente ma sempre indirizzato a spiare il prossimo. Dreamy Smurf ad esempio controllerebbe l'accensione e lo spegnimento dello smartphone; Nosey Smurf servirebbe per attivare il microfono a distanza e ascoltare suoni e conversazioni nei dintorni. Tracker Smurf, invece localizzerebbe il dispositivo "con precisione più grande rispetto a quella che si ottiene con la triangolazione tramite torri cellulari". 

C'è anche uno strumento per l'occultamento dell'attacco, vale a dire Paranoid Smurf. Questo strumento si attiva nel casoin cui il bersaglio s'insospettisca e decida di controllare o far controllare lo smartphone. 

Paranoid Smurf rende più difficile trovare i software di intercettazione. Insomma questi puffi della cui presenza nessuno è capace di rendersi effettivamente conto, permetterebbero all’agenzia di spionaggio di vedere le chiamate, leggere i messaggi, la cronologia di navigazione, la rubrica dei contatti, lo storico delle posizioni e altre informazioni personali. In più possono anche fotografare il soggetto. Secondo l’informatico questi sistemi non avrebbero però come obiettivo principale quello di spiare tutta la popolazione ma sarebbero legati soltanto a ragioni di sicurezza, in particolare sarebbero indirizzati a contrastare il terrorismo. 

Certo che non farebbe piacere a nessuno sapere di avere la propria vita sotto i raggi X del governo seppur per esigenze di sicurezza nazionale. I rappresentanti del governo britannico non hanno rilasciato commenti, a eccezione delle rituali dichiarazioni sulla legalità delle azioni di intelligence, e sul fatto che sono sempre "necessarie e proporzionate". 

Snowden si trova oggi in Russia dove si è rifugiato dopo lo scandalo del Datagate, scatenato due anni fa dal 32enne americano quando ha deciso di raccontare tutto a Glenn Greenwald (Guardian). Dalle Hawaii a Hong Kong a Mosca, dove gli è stato concesso asilo, rinnovatogli per altri tre anni, Snowden ha lasciato e rischiato tutto pur di denunciare lo spionaggio illegale dell'Agenzia di cui era contractor. Il 14 giugno 2013 i procuratori federali degli Stati Uniti hanno presentato a Snowden una denuncia, resa pubblica il 21 giugno, con accuse di furto di proprietà del governo, comunicazione non autorizzata di informazioni della difesa nazionale e comunicazione volontaria di informazioni segrete con una persona non autorizzata. Le ultime due accuse sono sottoposte alla legislazione sullo spionaggio.
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