Fraccaro (5S) denuncia: “Bugie su canone Rai in bolletta, taglio dei vitalizi e gli insulti"

06 ottobre 2015, Lucia Bigozzi
Fraccaro (5S) denuncia: “Bugie su canone Rai in bolletta, taglio dei vitalizi e gli insulti'
Canone Rai in bolletta? “Impossibile pagare una tassa dentro una tassa”. Taglio delle poltrone politiche: “La solita annuncite di Renzi, basterebbero cinque minuti alla Camera per tagliare i vitalizi a tutti i parlamentari, passati, presenti e futuri”. Così Riccardo Fraccaro, parlamentare 5S commenta nella conversazione con Intelligonews i temi che Renzi ha rovesciato nel campo della politica. 

Canone Rai in bolletta. Renzi dice pagare meno, pagare tutti. Lei cosa risponde?

«Noi dobbiamo cambiare il sistema di tassazione e dobbiamo iniziare a far pagare le tasse ai cittadini facendo capire loro cosa stanno pagando e a chi e per cosa vanno quei soldi. Non possiamo pagare una tassa dentro un’altra tassa che va al governo che poi fa i tagli e non si capisce più niente. Qui stanno cercando di racimolare soldi obbligando a pagare un servizio come quello pubblico radio-televisivo della Rai anche chi non lo usa, perché tutti paghiamo la bolletta elettrica, ma non tutti guardano la televisione oppure hanno un televisore in casa. Non solo: vengono obbligati a pagare anche nel caso ritenessero il servizio pubblico della Rai non adeguato alle loro esigenze. La Rai dovrebbe essere un servizio pubblico libero e indipendente, ma non è così. Se con la legge Gasparri prevaleva il controllo di una parte politica, con la futura legge Renzi sarà anche peggio perché sarà il governo ad esercitare il controllo. Un po’ come accaduto per il voto di scambio politico-mafioso. Il punto è che si prospetta un tipo di informazione totalmente asservita al potere. I cittadini pagheranno volentieri e spontaneamente il canone Rai quando la Rai diventerà libera dal controllo dei partiti»

Renzi ha annunciato il taglio di mille poltrone dei politici nella legge di stabilità. Cosa c’è di vero e cosa non vi convince?

«Nessun annuncio di Renzi si è mai tradotto in qualcosa di vero. Io sono stanco di commentare le dichiarazioni di una persona malata di annuncite. Ho deciso di iniziare a commentare solo i fatti che vedo approvati in parlamento, ovvero le leggi che vengono approvate. In questi mesi il Paese è stato inondato da un quantitativo tale di letame che temo che la gente si sia assuefatta e non senta neanche più l’odore. In pochi mesi siamo passati dal salvataggio di Azzollini dall’arresto al taglio di 2,3 miliardi nella sanità, passando per l’approvazione in tempi rapidissimi di quella che noi definiamo la “legge-truffa” sul finanziamento pubblico dei partiti. Non solo: è passata una legge-bavaglio che neanche Berlusconi riuscì a far passare ed è stato introdotto il limite di tre mesi per le indagini degli investigatori sui reati di corruzione, invece di dare alla magistratura strumenti nuovi e più efficienti. Infine, hanno aumentato le pene per i furti e hanno depenalizzato fino a 150mila euro la frode fiscale. Il risultato è che se uno ruba per fame va in galera, se invece truffa lo Stato per 150mila euro sta tranquillo e beato. In più ora pensano al taglio di 208 analisi mediche ritenute inutili, come prospettato dalla ministra Lorenzin»

Lei come taglierebbe le poltrone dei politici?

«Se vogliamo dare un segnale concreto, si può fare in cinque minuti durante l’Ufficio di presidenza della Camera, alzando la mano e tagliando con un solo gesto tutti i vitalizi ai parlamentari presenti, passati e futuri».  

Senza entrare nel merito del gesto di alcuni senatori verdiniani nei confronti della senatrice 5S Lezzi, non può negare però che proprio i parlamentari grillini hanno messo del loro nella stagione dell’insulto; quindi adesso non potete scandalizzarvene. Cosa risponde?

«Mi sembra che siano due cose diverse. Io definii “ladri” i parlamentari che si prendevano il finanziamento pubblico ai partiti, nonostante i cittadini con un referendum lo avessero abolito. Questo è insultare o dire la verità? Io credo che il discredito che oggi vive l’istituzione parlamento, non sia frutto di un atteggiamento politico poco consono, come direbbe la presidente della Camera Boldrini, bensì il frutto di una politica autoreferenziale, incapace di rappresentare i bisogni dei cittadini. Il nostro è un linguaggio che vuole rappresentare il marcio della politica e usa parole necessaria per rappresentarlo senza ipocrisie. Se oggi c’è un tono forte e deplorevole nei confronti della politica, con un linguaggio che può essere percepito come insulto da chi lo subisce, è perché se lo merita. Se domani il parlamento fa qualcosa di utile per gli italiani come il reddito di cittadinanza, tutti i parlamentari così come tutti i cittadini inizierebbero a portare rispetto non solo sulla forma ma nella sostanza, nei contenuti. Il parlamento si deve riconquistare con le azioni e il contenuto, il rispetto che meriterebbe non a prescindere»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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