Italia in Iraq: per Pinotti "solo ipotesi", ma Grillo sveglia Mattarella

06 ottobre 2015, Lucia Bigozzi
Italia in Iraq: per Pinotti 'solo ipotesi', ma Grillo sveglia Mattarella
L’opzione militare dell’Italia in Iraq (raid aerei) esplode nel dibattito politico. La lancia il Corsera ed è il caso di dire che ha un effetto deflagrante. Il governo tenta di gettare acqua sul fuoco e la ministra della Difesa Roberta Pinotti si affretta a dire “solo un’ipotesi da valutare assieme agli alleati e non decisioni prese che, in ogni caso, dovranno passare dal Parlamento”. 

A CHE PUNTO SIAMO. La voce irachena è quella dell’ambasciatore in Italia Saywan Barzani che in un’intervista ad Aki-Adnkronos International, dichiara che l’Iraq “non ha ancora ricevuto comunicazioni da Roma” anche se l’Italia “c’è già e partecipa fin dall'inizio alla coalizione guidata dagli Usa, con operazioni di sorveglianza dei cieli fondamentali per chi già ora esegue i raid”. Quanto basta per lasciare aperta la porta delle polemiche che impazzano in parlamento. Con un’aggiunta, significativa: “Centinaia di militari italiani sono da tempo a Erbil - prosegue Barzani - per addestrare militari e polizia, l’Italia ha inoltre inviato armi e aiuti”. Certo, conclude “tutti quelli che possono contribuire a bombardare l’Is sono i benvenuti”.

LEVATA DI SCUDI. Tutti a mettere le mani avanti e a stoppare le presunte intenzioni del governo: dal Pd Latorre (renziano) all’alleato renziano Pieferdinando Casini passando per Beppe Grillo che dal suo blog tuona così: “L’Italia non può entrare in guerra senza che prima non ci sia stato un dibattito parlamentare, un'approvazione da parte del Parlamento e un'approvazione da parte del Presidente della Repubblica. Mattarella dove sei? Pacifisti con le bandiere arcobaleno dove siete finiti? A girare le frittelle con Verdini e il Bomba (in nomen omen) alle feste dell'Unità?

500 MILITARI ITALIANI IN IRAQ. L’Italia contribuisce alla missione denominata “Prima Parthica” con 530 militari provenienti da tutte le forze armate. Nelle basi istituite a Erbil, in Kurdistan e a Baghdad da mesi i militari italiani portano avanti l’attività di addestramento dei Peshmerga. Sono oltre 1.500 i combattenti curdi formati ad Erbil dai 120 addestratori militari dell'Esercito che in Iraq (fonte AdnKronos) prendono parte alle attività del Comando multinazionale Kurdish Training Coordination Center a guida italiana. 

Si è appena concluso un ciclo di addestramento di sei settimane a favore di un battaglione di combattenti anti-Isis. Su ruolo e presenza degli aerei italiani, per ora le azioni sono limitate a compiti di ricognizione e sorveglianza. In Kuwait è stata costituita una task force con 190 militari. Sono schierati due velivoli a pilotaggio remoto Predator, un aereo da rifornimento in volo KC 767 e quattro caccia Tornado Ids dell’Aeronautica Militare.

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autore / Lucia Bigozzi
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