Wikileaks fa 10 anni: quella "bomba" in arrivo sulle elezioni Usa

06 ottobre 2016 ore 8:47, Adriano Scianca
È il 4 ottobre del 2006 quando il giornalista e hacker australiano Julian Assange registra un dominio destinato a diventare famoso: Wikileaks.org, dall'inglese “leak” che significa “fuga di notizie”. Da quel giorno, Assange ha messo in rete dieci milioni di documenti riservati, all'incirca tremila file al giorno. Wikileaks riceve in modo anonimo, grazie a un contenitore protetto da un potente sistema di cifratura, documenti coperti da segreto (di Stato, militare, industriale, bancario) e poi li carica sul proprio sito web. WikiLeaks riceve, in genere, documenti di carattere governativo o aziendale da fonti coperte dall'anonimato e da whistleblower. 

Wikileaks fa 10 anni: quella 'bomba' in arrivo sulle elezioni Usa
Tra i file divulgati che hanno messo in imbarazzo più di un governo, quelli sulle violazioni compiute nel carcere di Guantanamo su 800 prigionieri o un video che mostra un elicottero delle forze armate statunitensi sparare e uccidere alcuni civili disarmati a Baghdad. Molti governi hanno tuttavia criticato questa pretesa di trasparenza assoluta, che violando i segreti di Stato potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza nazionale. Assange dal 2012 vive nell'ambasciata ecuadoriana di Londra, a cui ha richiesto asilo politico dopo aver perso la battaglia legale per bloccare la propria estradizione in Svezia: qui è accusato di aver avuto rapporti non protetti con due donne consenzienti (in Svezia equivale a uno stupro). 

Per festeggiare i 10 anni della sua creatura, comunque, Assange promette di intervenire a gamba tesa sulle presidenziali americane: “Pubblicheremo nuovi documenti che riguarderanno le elezioni statunitensi, Google, guerra, armi e petrolio”, dice. Il rilascio dei file è atteso prima dell'otto novembre e dovrebbe avvenire a cadenza settimanale per le prossime dieci settimane. 

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