La (timida) difesa di Yahoo sulla email spiate. E ora Google gongola

06 ottobre 2016 ore 9:02, Adriano Scianca
Yahoo prova a difendersi, ma non convince fino in fondo. Il colosso del web era finito sotto accusa dopo che, attraverso il proprio account Twitter, Edward Snowden, la talpa del Datagate, aveva invitato tutti i clienti di Yahoo a chiudere l’account. La società americana, secondo Reuters, avrebbe raccolto in gran segreto centinaia di milioni di mail dei propri utenti, mettendole a disposizione di Fbi ed Nsa. Non è vero, replica Yahoo. O, meglio, è vero solo un pochino. 

La (timida) difesa di Yahoo sulla email spiate. E ora Google gongola
“Si tratta di notizie fuorvianti. Abbiamo sempre usato un criterio restrittivo nel consentire alle autorità di accedere ai dati personali del clienti”, replica l'azienda. Inoltre, spiega Yahoo, “un controllo delle email in entrata come viene descritto nel reportage non esiste nei nostri sistemi”. Cosa manca a questa difesa disperata? Una smentita secca e categorica di aver collaborato con Nsa e Fbi. Lo hanno fatto, ma con attenzione, non “a strascico”. Si tratta di un caso "senza precedenti e incostituzionale", accusa la principale associazione americana per la difesa dei diritti civili, l'American Civil Liberties Union che punta il dito contro il gigante web per non essersi opposto alla richiesta delle agenzie di intelligence federali. "Gli utenti contano sul fatto che le società tecnologiche proteggano i loro diritti e difendano il loro dati di fronte a richieste di spionaggio". 

"A noi non è mai arrivata una richiesta del genere, ma se fosse successo la nostra risposta sarebbe stata solo una: in nessun modo", gongola Google che gestisce il servizio di posta Gmail. Anche Microsoft afferma di non aver mai controllato in massa account email per fornire informazioni agli 007: "Nessun traffico segreto di email come è stato riportato su Yahoo". 
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