Allarme dall’Istat: “Proseguirà la fase di debolezza nei prossimi mesi”

06 ottobre 2016 ore 20:34, Luca Lippi
L’Istat comunica che l'economia italiana proseguirà la fase di debolezza nei prossimi mesi, e cita il proseguimento della fase di decelerazione degli scambi mondiali e di rallentamento dell’attività economica nell'area euro. 
E' un allarme quello lanciato dall’istituto di statistica che sottolinea anche gli avvertimenti  di Bankitalia che punta il dito contro le previsioni dei "maggiori istituti di ricerca", considerate "troppo ottimistiche".
L’Istat rende pubbliche le rilevazioni della nota mensile sull'andamento dell'economia italiana, e sottolinea che l'indicatore anticipatore dell'economia suggerisce per i prossimi mesi un proseguimento della fase di debolezza dei livelli di attività, aggiungendo che a livello internazionale prosegue la fase di decelerazione degli scambi mondiali e di rallentamento dell'attività economica nell'area euro.
l’Istat si occupa anche di ricordare che il clima di fiducia dei consumatori ha segnato la seconda flessione consecutiva, mentre le aspettative delle imprese sono risultate in miglioramento, attestandosi tuttavia sui livelli dello scorso giugno. L'indicatore composito anticipatore, aggiornato tenendo conto delle informazioni più recenti, segna nell'ultimo mese l'ottava variazione negativa consecutiva.

Spesa delle famiglie:
Nel secondo trimestre la spesa delle famiglie per consumi finali ha mantenuto ritmi di crescita contenuti (+0,2 rispetto al trimestre precedente). A fronte di un incremento del reddito disponibile delle famiglie consumatrici (+1,3%), significativamente piu' elevato dell'aumento dei consumi finali, la propensione al risparmio e' salita al 9,6%, con un aumento di 0,9 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
Mercato del lavoro:
Le attese formulate dagli imprenditori a settembre sull'evoluzione dell'occupazione per i successivi tre mesi appaiono in miglioramento in tutti i settori ad eccezione di quello dei servizi.

Allarme dall’Istat: “Proseguirà la fase di debolezza nei prossimi mesi”

Prezzi al consumo:
L'Istat precisa che a settembre, dopo sette mesi di valori negativi, l'inflazione e' risultata leggermente positiva. Sempre a settembre le attese delle imprese che producono beni per il consumo finale non evidenziano cambiamenti significativi delle politiche di prezzo, con un sostanziale equilibrio tra chi prevede rincari dei listini nel breve termine e chi ne prospetta riduzioni. Tra i consumatori, viceversa, crescono le attese di un leggero recupero dell'inflazione.

Tuttavia Bankitalia non molla la presa, e alle critiche dei giorni scorsi al Def presentato dal Mef, aggiunge che per rafforzare la crescita bisogna puntare sugli investimenti. 
Fabio Panetta (vice direttore generale di Bankitalia) nel corso di un convegno tenutosi nella sede di Via Nazionale afferma: “Rafforzare il sentiero di crescita è per noi, più che per altri, fondamentale e urgente. La debolezza della ripresa dipende soprattutto dai bassi investimenti, i segnali di ripresa stentano a tradursi in un atto di fiducia, quale l'investimento è, sul futuro della nostra economia". 
Fabio Panetta concentra l’analisi su fiscalità e investimenti: "Pur nell'ambito dello spazio di manovra ridotto in cui la politica di bilancio si trova a operare, è necessario proseguire una politica orientata allo sviluppo, in particolare alleggerendo ulteriormente il peso delle imposte sui fattori della produzione, l'efficacia degli interventi sarà tanto maggiore quanto più saranno percepiti, all'interno del Paese e da parte degli operatori economici internazionali, come parte di una strategia di lungo periodo".
In sostanza Pennetta tende per adottare strategie più a lungo periodo, sostituendole a operazioni di breve termine che avranno sicuro impatto emotivo ma minore efficacia sul consolidamento di risultati strutturali.
Poi l'affondo nei confronti degli istituti di ricerca: "Dal 2011 non solo la crescita è stata notevolmente inferiore a quella pre-crisi, ma le previsioni dei maggiori istituti di ricerca sono risultate sistematicamente troppo ottimistiche in ogni singolo anno”.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]