Liste lavoratori stranieri, Rampelli: “L’Italia è rimasto l’unico paese al mondo a non farlo”

06 ottobre 2016 ore 13:28, intelligo
di Eleonora Baldo

Ben vengano tutte le idee che non cercano soluzioni al di fuori dei confini nazionali”. Con queste parole, Fabio Rampelli - Capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati - intervistato da IntelligoNews, ha commentato l’iniziativa promossa dal Ministero dell’Interno inglese sull’avvio di un censimento dei lavoratori stranieri presenti in territorio nazionale. 

Cosa pensa dell’intenzione del Ministero dell’Interno inglese di creare una lista nazionale dei lavoratori stranieri presenti in Gran Bretagna?

“Dal mio punto di vista non c’è la notizia, o meglio la vera notizia è che l’Italia è rimasto l’unico paese al mondo a non farlo. È normale che una nazione cerchi, da un lato di garantire solidarietà e assistenza ai soggetti in fuga da una guerra, e dall’altro di preservare sé stessa, la propria identità culturale, e di assicurare adeguati servizi di welfare ai propri cittadini.”

La scelta del governo May si inserisce all’interno di un trend che vede in forte crescita dei movimenti nazionalisti, come quello della Le Pen in Francia o della Petry in Germania. Come mai in Italia quando si parla di nazionalismo, subito si viene accusati di protezionismo?

Liste lavoratori stranieri, Rampelli: “L’Italia è rimasto l’unico paese al mondo a non farlo”
 “Perché nel nostro Paese il dogma ideologico figlio della peggiore sinistra catto-comunista si è saldato con un business dalle proporzioni inquietanti che comincia dal traffico di uomini della criminalità organizzata internazionale con la collaborazione sostanziale e irrinunciabile della criminalità italiana, agli interessi delle cooperative nei centri di accoglienza e arriva sino al grande capitale, al circuito del caporalato in cerca di manodopera a basso costo, o addirittura in nero. E poi c’è lo Stato che, incapace di promuovere adeguate politiche demografiche in un Paese con natalità zero da oltre 20 anni, avendo di fronte a sé lo spauracchio del collasso del sistema previdenziale, ritiene che questa immissione di queste centinaia di migliaia di immigrati dall’Africa possa essere una soluzione.”

Solo quest’anno, 107 mila italiani, di cui 40 mila giovani, sono emigrati all’estero alla ricerca di un lavoro. Il modello May che si propone di valutare il rapporto tra domanda e offerta di lavoro può diventare un riferimento anche per gli altri Stati?

“Tutte le idee che non cercano soluzioni al di fuori dei confini nazionali e che non si lasciano imporre le scelte dalla BCE e da Bruxelles sono le benvenute.”

autore / intelligo
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