Che fine ha fatto Toto Cutugno?

06 ottobre 2016 ore 14:36, intelligo
di Anna Paratore

Potrebbe sembrare una stranezza, ma l’uomo che in Italia deve buona parte del suo successo al brano L’italiano, è sicuramente più conosciuto e apprezzato all’estero che qui da noi. Per carità, non è che in Italia sia uno sconosciuto, ma la sua fama è sempre stata quella di “canzonettaro” più che di cantante, magari amato da pubblico, ma regolarmente mazzolato dalla critica, che non ha mai visto nei suoi brani quel “quid” che di solito solo i critici pretendono di saper vedere.
Stiamo parlando di Toto Cutugno, un cantante che aveva fatto del festival di Sanremo una sorta di dependance di casa sua, dove farsi vedere ogni anno, lanciare una canzone inevitabilmente di successo nelle vendite per poi sparire fino all’anno dopo.  Salvatore “Toto” Cutugno nasce a Tendola nel comune di Fosdinovo, in Toscana, nella provincia di Massa, dove suo padre maresciallo di marina era stato comandato prima di trasferirsi, subito dopo la nascita del figlio, a La Spezia. 
E’ il secondo di tre fratelli, e viene cresciuto amorevolmente dalla mamma casalinga, che si dedica alla casa e ai figli. Il papà, oltre al lavoro, ha una vera passione per la musica, ed è un buon suonatore di tromba. E’ proprio lui ad incoraggiare Toto a suonare la batteria, strumento a cui il ragazzo si appassiona da autodidatta tanto da partecipare a 13 anni a un concorso in cui si piazza terzo. E’ il preludio alla carriera di musicista che si apre nella prima metà degli anni sessanta, quando fonda il gruppo Toto & i Rockers; entra poi sempre come batterista nel gruppo Ghigo e i goghi, in cui resta un annetto prima di fondare, nel 1965, Toto e i Tati con cui incide un pezzo per Carosello prima di partecipare a Un disco per l’estate del 1970 con il brano Questo fragile amore.  
Terminata l’esperienza coi Toti, Cutugno fonda Gli Albatros con cui partecipa al Festival di Sanremo del 1976 classificandosi terzo con il brano Volo AZ504 che ottiene anche un buon successo presso il pubblico.   Negli anni che seguono, Cutugno mette a segno buoni colpi. Ad esempio il suo 45 giri Donna donna mia viene scelto da Mike Bongiorno come sigla di Scommettiamo. Nello stesso periodo, per Adriano Celentano scrive il brano Soli, che diventa il successo dell’anno, restando primo in Hit Parade per molte settimane. In questa fase della sua carriera, Toto ottiene la maggior parte dei suoi successi come autore. Firma canzoni per Joe Dassin, Johnny Halliday, Claude François, Hervé Vilard, Michel Sardou, Mireille Mathieu, Dalida, Sheila; in Spagna e Sudamerica per Miguel Bosé, i Chocolats, Luis Rodriguez, Luis Miguel, Christian Castro, artisti francesi e internazionali di primo livello.  Ma nel 1980 brilla anche di “luce propria” partecipando a Sanremo che vince con il brano Solo noi. Non solo, a voler smentire una specie di regola sanremese, il brano oltre ad essersi classificato primo è anche tra i più venduti, secondo nella hit per diverse settimane e tra i TOP 20. Lo stesso anno partecipa anche al Festival di Tokyo con Francesca non sa e al Festivalbar 1980 con due brani: Innamorati, brano eseguito dallo stesso Cutugno che si aggiudica il quarto posto, e Olympic Games, da lui composto ma interpretato da Miguel
Che fine ha fatto Toto Cutugno?
Bosé, che vince la kermesse. Per non farsi mancare nulla in quel luminoso 1980, Cutugno firma anche un altro successo di Celentano, Il tempo se ne va, che finisce  nell’album Un po’ artista e un po’ no, interamente composto da brani di Cutugno e Minellono.
Ecco poi, nel 1983, arrivare il suo brano più noto. Si tratta de L’Italiano, presentato come al solito a Sanremo, finirà solo al quinto posto vincendo, però, la votazione popolare che in quell’anno è in fase di sperimentazione. L’Italiano, racconterà poi Cutugno, era nata per essere interpretata da Celentano, che però rifiuta il pezzo. Così Toto si lascia convincere a interpretarla lui stesso, Da quel momento la canzone, ripresa anche da parecchi interpreti stranieri, tradotta in decine di lingue, e che venderà svariati milioni di copie in tutto il mondo, diventa il brano che più degli altri identifica Cutugno, sia cantante che autore.
Ma come vi abbiamo detto, l’avventura sanremese di Toto non si ferma qui. Il nostro continua a partecipare al festival e a piazzarsi sempre nelle migliori posizioni. Lo fa nel 1984 – secondo con Serenata – e nel 1985 – sempre secondo ma stavolta come autore della canzone di Luis Miguel, Noi ragazzi di oggi -. Nel 1986, invece, arriva solo quarto con Azzurra Malinconia, anche se si rifà l’anno successivo, il 1987, quando si classifica nuovamente secondo con Figli. 
E proprio a proposito di figli, nella vita di Toto Cutugno non c’è solo la carriera, ma anche due grandi amori. Il primo per la moglie Carla, conosciuta da ragazzo e sposata dal 1971, l’unica donna della sua vita con cui però, per motivi di salute, non ha potuto coronare il sogno di avere un figlio. Un bimbo però gli è arrivato da una relazione con una hostess, di cui però ha immediatamente messo a conoscenza sua moglie. Carla, dimostrandosi una gran donna, malgrado il dolore e l’umiliazione provate, ha finito per perdonare suo marito, e ha accolto Nico, il figlio di lui, come se fosse di entrambi. 
Con gli anni, poi, Toto Cutugno ha cominciato a lavorare sempre di più all’estero e sempre meno in Italia. Ha avuto anche un lungo stop lavorativo in occasione di una brutta malattia che l’aveva colpito, ma da cui ora è perfettamente guarito. Oggi, parlando della sua vita, ha detto: "La riscriverei così com'è perché, malattia a parte, [la mia vita] è stata bellissima. Probabilmente, però, studierei di più, ho solo il diploma in Ragioneria, e forse mi darei alla musica classica; mi sarebbe tanto piaciuto diventare un grande direttore d'orchestra...", e aggiunge riferendosi alla  moglie Carla, che gli è vicina da una vita: “Sono stato fortunato, non c'è dubbio. Ma io ho sempre detto che l'amore è la colonna vertebrale della vita e che se non ci fosse ci sgretoleremmo tutti al primo colpo di vento. Amore per tua moglie, per la tua compagna, certo, ma anche per tanto altro, amore e commozione vanno a braccetto...".
Una delle sue ultime apparizioni in TV ha visto Toto Cutugno il 12 febbraio 2013, quando ha partecipato come ospite alla prima serata del Festival di Sanremo, condotto da Fabio Fazio. Dopo aver ricevuto un premio speciale alla carriera da parte del calciatore Angelo Ogbonna, ha cantato insieme al Coro dell'Armata Rossa la sua L'italiano e Nel blu dipinto di blu come omaggio all'amico Domenico Modugno. Attualmente, sembra che Toto viva in Kazakistan dove lavora e si esibisce regolarmente come “un ragazzino di 73 anni”…
autore / intelligo
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