Venezia 73: Rocco Siffredi sfonda (e fa pure l'intellettuale)

06 settembre 2016 ore 9:30, Adriano Scianca
Su vini e cucina i francesi non sentono ragioni: credono di essere migliori degli italiani. Ma c'è un prodotto del Made in Italy di cui, evidentemente, vanno pazzi: Rocco Siffredi. Dopo la copertina scandalo su Le Monde  ora arriva il documentario “Rocco”, di Thierry Demaizière e Alban Teurlai. Il film è stato presentato come Evento Speciale alle XIII Giornate degli Autori di Venezia. "Oggi Rocco ci racconta tutto, a rischio di infrangere il mito, la sua vera storia, i suoi esordi, la carriera e la famiglia", promette il film. 

Venezia 73: Rocco Siffredi sfonda (e fa pure l'intellettuale)
Il documentario mostra difficoltà, contraddizioni e complessità del mondo del porno, anche se c'è chi sospetta che Rocco abbia un po' recitato anche fuori dal set, cercando di costruire al meglio il personaggio sfaccettato che i due registi francesi cercavano. C'è il rapporto con la famiglia, quello con i colleghi (e le colleghe) e ovviamente quello con il proprio corpo. Soprattutto la parte di esso che l'ha reso famoso nel mondo. Il “diavolo tra le gambe”, dice lui. 

Non manca, per condire il tutto, una spruzzata di senso di colpa, con una madre che voleva farlo diventare prete e lo mandava a fare il chierichetto. Siffredi gioca a fare il profondo: “E' più difficile mettere a nudo l'anima che il corpo come ho fatto in questo film. Parlare di sesso è difficile, lo si usa solo quando serve e poi lo si nasconde subito. Comunque se ci sarà chi non vedrà più in me il supereroe che immaginava devo dire che me ne frego”.
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