Morbo di Crohn, il killer delle fistole nelle cellule staminali

06 settembre 2016 ore 13:26, Americo Mascarucci
Le cellule staminali potrebbero rappresentare una valida alternativa alla chirurgia per i malati di Crohn affetti da fistole perianali refrattarie a trattamenti medici
Lo evidenzia uno studio internazionale al quale ha partecipato il prof. Silvio Danese, responsabile del Centro per malattie infiammatorie croniche intestinali di Humanitas e docente di Humanitas University. 
La malattia di Crohn è un'infiammazione cronica dell'intestino che colpisce prevalentemente giovani adulti tra i 20-25 anni, con una quasi totale prevalenza (0,3%) nei paesi occidentali. 
In questi malati le fistole perianali, cioè anormali aperture tra intestino e cute vicino all'ano, sono una delle più comuni complicanze per circa un terzo dei malati e spesso sono molto difficili da trattare. 
Lo studio, effettuato in 49 ospedali (Europa, Canada, Usa, Israele) tra il 2012 e 2015 ha coinvolto 212 malati di Crohn affetti da fistola perianale e suddivisi in due gruppi, il primo (107 pazienti) trattato con cellule mesenchimali da tessuto adiposo (Cx601), il secondo (105 pazienti) trattato con placebo, in cui rispettivamente il 45% e il 31% presentavano più di una fistola perianale. 
Morbo di Crohn, il killer delle fistole nelle cellule staminali
A 24 settimane dall'iniezione di 120milioni di cellule Cx601, nel 50% dei pazienti del primo gruppo, rispetto al 34% del secondo, le fistole erano completamente cicatrizzate e il trattamento risultava ben tollerato dai pazienti. 

"Abbiamo dimostrato che, nonostante vi sia un buon grado di risposta clinica in alcuni pazienti, i rischi della procedura con cellule staminali emopoietiche possono sovrastare i possibili benefici - spiega il professor Silvio Danese - Più promettente sembra l’uso delle cellule mesenchimali da tessuto adiposo perché, oltre alla loro capacità di generare nuove linee di cellule di grasso, osso e cartilagine, rilasciano intorno a sé sostanze che sembrano capaci di modulare l’attività del sistema immunitario e quindi dell’infiammazione". 
"In caso di fistole perianali è importante la bonifica locale effettuata dal chirurgo per rimuovere i focolai di infezione, ma poi il trattamento con i farmaci attualmente a disposizione risolve il disturbo solo in un terzo dei pazienti - aggiunge Antonino Spinelli, responsabile della Sezione di chirurgia del Colon e del retto dell’Ospedale Humanitas e docente di Humanitas University -. Il trattamento topico con staminali mesenchimali ha invece permesso di ottenere un beneficio che si è prolungato per un anno più che con il placebo".
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