Qe a mille miliardi e stavolta il bazooka non basta

06 settembre 2016 ore 10:44, Luca Lippi
C’è un evidente problema, lo stimolo di politica monetaria da miliardi e miliardi della BCE non sta aiutando l’economia reale. Sono delle ore scorse le notizie che non si riesce proprio a intravedere traccia di “inflazione”, piuttosto la china intrapresa è quella di alimentare ulteriormente la “deflazione”, quindi si sta concretizzando esattamente l’effetto opposto a quello voluto dalla Bce.
La Bce deciderà questa settimana se aumentare o meno le impostazioni di stimolo di politica monetaria.
Il mercato non è convinto che Mario Draghi annunci un’estensione del QE da 80 miliardi di euro al mese. Il programma ha una scadenza fissata a marzo 2017 ma i mercati sono convinti che Draghi annuncerà una proroga durante la riunione di settembre, o al massimo a dicembre.
Gli analisti di Societe Generale (ma dello stesso parere sono gli analisti di Credit Suisse) prevedono che la Bce annuncerà una proroga di sei mesi per il programma di quantitative easing, pur mantenendo i tassi di interesse al loro minimo storico a meno 0,4%.
I dati pubblicati nella serata di lunedì mostrano che la partecipazione totale ai titoli di Stato da parte della Bce è arrivata a €1 trilione negli ultimi giorni di agosto. Non è proprio una visione confortante.

Qe a mille miliardi e stavolta il bazooka non basta

Questo si determina facendo alcune semplici considerazioni.
Dopo 16 mesi dall’esordio del Qe, la Bce è arrivata ad acquistare mille miliardi di euro in titoli di stato. 
La Bce ha speso €238 miliardi in Bund tedeschi, €189 miliardi in titoli francesi e €164 miliardi in obbligazioni italiane dallo scorso marzo.
La Bce acquista i titoli attraverso le banche centrali nazionali della zona euro e in linea con contributo complessivo di ciascun Paese membro al Pil della zona euro.
La misura si rivela presto insufficiente, e allora la Bce annuncia che avrebbe cominciato a comprare obbligazioni societarie non bancarie.
Il totale della posizione della Bce sui bond corporate ora si attesta a €20.5 miliardi, con titoli garantiti da attività che colpiscono i €19.91 miliardi
La Bce si incontrerà giovedì 8 settembre e gli analisti si aspettano un annuncio su un’estensione di 6 mesi del piano del Qe da marzo a settembre 2017.
Secondo le stime di Credit Agricole, la Bce si sarà già presa più della metà dell’universo del debito pubblico ammissibile entro la fine dell’anno, costringendo i così il consiglio direttivo a modificare le impostazioni del Qe nel tentativo di continuare a raggiungere gli €80 miliardi al mese come target di acquisto.
La Bce, rispetto ad altre banche centrali che stanno adottando la stessa strategia, ha ancora molto spazio di manovra, lo spazio di manovra è quello di trovare ancora obbligazioni governative acquistabili e soprattutto obbligazioni di buon rating di aziende private. 
C’è tuttavia da fare una considerazione, giacché i risultati sono piuttosto deludenti, è chiaro che anche Mario Draghi dovrà intervenire acquistando azioni, e allora anche la Bce rischia (come le altre banche centrali sparse sul pianeta) di diventare un enorme hedge fund.
Al momento è prevedibile ipotizzare solamente una proroga della data ultima (punto di arrivo) del Qe, e non sarà l’ultimo slittamento della scadenza, non ha scelta, e non è proprio una buona notizia.

autore / Luca Lippi
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