Roma, Mucci (ex M5s): "Mai vista trasparenza, perciò andai via. Raggi ha un cerchio magico"

06 settembre 2016 ore 15:01, Andrea De Angelis
Dopo soli due mesi e mezzo al Comune di Roma si apre la crisi politica più grave per il Movimento 5 Stelle. Il fatto che Virginia Raggi in un lasso di tempo così breve sia costretta a rimpiazzare tre capi di gabinetto, un assessore, due manager dell’Ama e uno dell’Atac, manifesta oltre ogni previsione un'inadeguatezza nelle scelte e nella definizione del suo staff allarmante. Senza dimenticare, ovviamente, il caso Muraro con l'assessore indagato dallo scorso 21 aprile e a conoscenza dell'indagine dal mese di luglio. 
IntelligoNews ne ha parlato con Mara Mucci, deputata indipendente ed ex esponente del Movimento 5 Stelle...

I 5 Stelle dovevano essere quelli puliti, i diversi ed onesti, ma poi da quasi due mesi sapevano che un loro assessore al Campidoglio era indagato. Cosa sta succedendo? Dov'è la trasparenza in quello che è stato anche il suo Movimento? 
"Io me ne sono andata per un motivo preciso dal Movimento. Perché non esisteva la trasparenza. Nessuno mi crede se sono categorica (ride, ndr), però il dato di fatto che abbiamo denunciato dall'inizio è proprio questo. Noi siamo usciti perché erano sordi alle nostre richieste. Ogni segnalazione che facevamo, ogni proposta interna. Non si è mai capito chi comandava, poi hanno fatto votare questo Direttorio dalla rete, ma erano tutte persone di estrema fiducia. Hanno individuato quella cerchia ristretta e l'interlocuzione avveniva solo tramite loro, gli altri sostanzialmente non contavano nulla. La stessa cosa si ripropone a Roma, dove c'è la Raggi, evidentemente c'è il suo cerchio magico, ma le informazioni non trapelano né agli elettori, né agli attivisti del Movimento che ancora una volta non contano nulla. Poi è normale, ora a Roma ci si aspetta tanto perché si è sempre puntato il dito contro i disonesti, verso chi non era trasparente. Un po' come con Marino, anche lui ha avuto un'attenzione maggiore rispetto agli altri sindaci". 

La Raggi le ricorda Marino?
"La vedo impacciata come lui. Spesso Marino combinava anche piccole cose, non errori giganteschi, ma che dal punto di vista etico non erano il massimo. Veniva molto giudicato da questo punto di vista, così succede anche con la Raggi. Poi sono passati solo due mesi e mezzo, vorrei giudicarla anche per atti e delibere che però ancora non ci sono stati. Un'amministrazione ferma non è molto piacevole. Già è complicato governare la capitale, ma non c'era nulla da mettere in piedi nel frattempo? Non so...".

Poi ci sono le nomine.
"Ecco, sulle quali la base non è stata informata. Il sindaco si è circondato di persone che non sono del Movimento, sono molto peplessa su questa cosa. Loro denunciamo la situazione grave nel Paese, con corrotti, incapaci, ma nel corso del tempo non hanno cresciuto una classe dirigente. Persone affidabili da mandare in campo". 

Roma, Mucci (ex M5s): 'Mai vista trasparenza, perciò andai via. Raggi ha un cerchio magico'
Se fosse successo qualcosa del genere a Parma, oppure a Livorno, quale sarebbe stato l'atteggiamento dei vertici del Movimento?
"L'atteggiamento dipende in funzione delle persone. A Livorno avrebbero fatto passare qualsiasi cosa, a Parma invece hanno messo in croce il sindaco per molto meno. Pizzarotti a Parma sta facendo un grande lavoro. Sembra davvero di vedere le solite beghe di partito dove quello scomodo è da far fuori, quello invece magari più affidabile, nel senso che non mette in discussione nulla rispetto alla linea dei vertici, non viene toccato. Dipende dalla persona dunque, non solo da quello che fa. Pizzarotti a Parma è lì, in stand by, senza una soluzione". 

La senatrice Taverna, prima delle elezioni, disse che a Roma c'era un complotto per far vincere il Movimento 5 Stelle. Ora come rilegge quelle parole?
"Da una parte loro volevano il potere, dall'altra parte sapevano che era una patata piuttosto bollente. Chiunque tocca Roma si trova in una situazione molto complessa. Soprattutto per chi non ha esperienza. Io me la sono posta la questione, se avessero proposto a me di fare il sindaco di Roma con un'alta probabilità di essere eletta, io me la sarei sentita? Io le dico no. Dopo non diventa una questione che regge sulle tue spalle, ma è tutta la macchina che sta attorno. Le persone di cui ti circondi. E Virginia Raggi sta dimostrando che il suo limite è anche quello, il fatto di non sapere chi mettere nelle varie posizioni. Non ha l'esperienza per governare un qualcosa che si sta dimostrando essere più grande di lei".

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