Filippine, la retromarcia di Duterte: "Apprezzo Obama"

06 settembre 2016 ore 21:47, Andrea Barcariol
Le frasi colorite non mancano nel vocabolario del presidente filippino Rodrigo Duterte. Questa volta però a stupire è il destinatario delle offese: Barack Obama. Oggetto del contendere, un’eventuale ammonimento da parte del presidente Usa sulla guerra anti-droga agli spacciatori che negli ultimi due mesi ha provocato oltre 2.400 morti nelle Filippine. “Devi portare rispetto, non solo sputare domande e dichiarazioni. Figlio di p..., ti insulterò durante quel summit”, ha esordito il presidente filippino, mentre si stava imbarcando alla volta di Vientiane. Un'offesa che ha portato inevitabilmente alla cancellazione dell’incontro previsto tra i due in Laos. “Ci dispiace che i commenti siano stati intesi come un attacco personale al presidente degli Stati Uniti”, ha spiegato Duterte con una nota tentando un'improbabile retromarcia.

Filippine, la retromarcia di Duterte: 'Apprezzo Obama'
Dopo il pentimento e le scuse sono arrivati anche "profondi apprezzamenti" per Obama. “La nostra intenzione principale  è tracciare una politica estera indipendente mentre promuoviamo legami più stretti con tutte le nazioni, specialmente con gli Stati Uniti”. Duterte ha poi auspicato che ci possa essere davvero un faccia a faccia "più avanti".  L'ex sindaco di Davao, soprannominato "the punisher" (il punitore), sembra che comunque non abbia alcuna intenzione di arretrare nella sua lotta al narcotraffico, condotta attraverso esecuzioni sommarie. Duterte che non ha smesso neanche oggi di stupire: oggi si è presentato a Vientiane, indossando una camicia tradizionale filippina con le maniche arrotolate, mentre tutti gli altri leader indossavano abiti scuri e adatti a un'occasione formale.

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