Dalle protesi al farmaco con la stampante 3D

07 agosto 2015, intelligo
Dalle protesi al farmaco con la stampante 3D
La versatilità della stampante 3D raggiunge un nuovo traguardo: la produzione di farmaci. La Food and Drug Administration (Fda), ovvero l’ente americano di controllo sui farmaci, ha dato l’ok alla realizzazione di un prodotto stampato in 3D. 

E’ lo Spritam, della casa farmaceutica Aprecia Pharmaceuticals impiegato nel trattamento delle convulsioni epilettiche. Il lancio nel mercato è previsto nei primi tre mesi del 2016. Ma l’azienda americana non si ferma qui e sta già pensando ad altri medicinali usufruendo della propria tecnologica in 3D. Ma c’è un’altra novità che la questa nuova tecnologia garantirebbe, cioè una maggiore precisione nel dosaggio delle sostanze che compongono il farmaco. 

In particolare la Aprecia Pharmaceuticals avrebbe messo a punto una tecnologia propria, chiamata ZipDose, che renderebbe i medicinali ad alto dosaggio più facili da digerire e se si pensa alle patologie per le quali vengono impiegati, è facile comprenderne la portata innovativa. “Negli ultimi 50 anni abbiamo realizzato compresse nelle nostre fabbriche e le abbiamo spedite agli ospedali. Per la prima volta siamo in grado di produrle in un modo diverso, più vicino al paziente”, ha spiegato alla Bbc online Mohamed Albed Alhnan, docente di Farmacia all'University of Central Lancashire.

Ma che come funziona la stampante 3D? E’ un metodo di realizzazione di un prodotto che prevede la sovrapposizione di strati molto sottili di materiale che messi insieme formano un oggetto. Tecnica altamente innovativa e di precisione già utilizzata nel settore sanitario, ad esempio per la realizzazione di protesi. Adesso, il nuovo traguardo dei farmaci. 


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LuBi

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