AstroSamantha è la nostra donna record: come ha conquistato Terra e Spazio

07 agosto 2015, Lucia Bigozzi
AstroSamantha è la nostra donna record: come ha conquistato Terra e Spazio
AstroSamantha è il personaggio dell’anno. Anzi, la donna dell’anno. Punto. Nella frase con cui descrive i duecento giorni nello spazio c’è l’essenza della sua missione e della passione per il mestiere che ha scelto: “Un posto di cui ti innamori, mi manca già”. 

E’ lei, l’austronauta che ha già segnato un record: i sette mesi trascorsi nella Stazione spaziale internazionale per la missione Futura dell'Agenzia spaziale italiana (Asi), rappresentano la più lunga missione europea nello spazio in un singolo volo. Solo il tedesco Thomas Reiter, con 350 giorni, resta al primo posto come europeo con all’attivo il maggior tempo accumulato nello spazio.

E’ il 23 novembre 2014 quando a bordo della capsula Sojuz, insieme al comandante russo Anton Shkaplerov e l’ingegnere di volo statunitense Terry Virts, raggiunge la Stazione Spaziale Internazionale: è la prima missione di una donna italiana nello spazio (il settimo astronauta italiano) preceduta da Umberto Guidoni, Paolo Nespoli, Roberto Vittori e Luca Parmitano. 

La mission portata a termine nei lunghi mesi in orbita ha riguardato esperimenti sulla fisiologia umana, analisi biologiche e la stampa 3D in assenza di peso. Una ‘prova’ quest’ultima finalizzata a verificare la possibilità di stampare pezzi di ricambio per la Stazione Spaziale Internazionale senza dipendere dall’invio di materiali dalla terra. Una ‘rivoluzione’ assoluta. 

La ricordiamo tutti, sorridente, mentre parla in diretta dallo spazio a febbraio con il neo-eletto presidente della Repubblica Sergio Mattarella o quando, sempre fluttuando nella navicella spaziale, sorseggia il suo primo caffè in assenza di gravità.
Ma “AstroSamantha” è anche il titolo di un docufilm. Diretto e prodotto dal regista Gianluca Cerasola, che l’ha seguita in tre continenti, dal 2013 fino al rientro della sua navicella, il film racconta in esclusiva mondiale e con la voce narrante di Giancarlo Giannini la sua storia; una storia vera.

Trentotto anni e una laurea in Ingegneria Meccanica conseguita all’Università Tecnica di Monaco di Baviera, in Germania, nel 2001 è entrata all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli e cinque anni dopo è diventata ufficiale del ruolo navigante normale. Non solo: ancora studio, fino alla laurea in Scienze Aeronautiche all’Ateneo di Napoli, poi la specializzazione negli Stati Uniti, in texas, presso la Euro-Nato Joint Jet Pilot Training di Wichita Falls.

Samantha Cristoforetti vanta un curriculum prestigioso: tra i tanti incarichi ed esperienze, figura l’attività di stanza al 61º Stormo di Galatina, il 32º Stormo (Aeroporto di Amendola) e il 51º Stormo di Istrana, prima nella Squadriglia Collegamenti, poi nel 132º Gruppo Cacciabombardieri. Infine, l’abilitazione al pilotaggio degli aeromobili Aermacchi SF-260, Cessna T-37 Tweet, Northrop T-38 Talon, Aermacchi MB-339A, Aermacchi MB-339CD e AMX. 

L’anno che segna una svolta, in tutti i sensi, nella sua carriera è il 2009 quando Samantha Cristoforetti viene selezionata come astronauta dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), superando test severissimi e collocandosi tra i sei migliori candidati nella selezione alla quale avevano preso parte più di ottomila candidati.

Alle 15.44 ora italiana dell’11 giugno 2015, Samantha ri-mette piede sulla Terra e in mondovisione. Lei è già entrata nella storia mentre nello spazio resta un asteoride che porta il suo nome.


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autore / Lucia Bigozzi
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