Indipendentisti, Borghezio (Lega): “C’è puzzetta di regime. Grillini al calduccio dell’immunità, noi pronti al carcere”

07 aprile 2014 ore 16:08, Lucia Bigozzi
Indipendentisti, Borghezio (Lega): “C’è puzzetta di regime. Grillini al calduccio dell’immunità, noi pronti al carcere”
"Vento eurocritico dalla Francia all'Ungheria. E' solo l'antipasto delle europee...". “Sugli arresti dei veneti indipendentisti c’è una puzzetta di regime”. Mario Borghezio, europarlamentare della Lega, dice così il giorno dopo la visita ai detenuti e la manifestazione a Verona. A Intelligonews spiega ciò che sta accadendo in Veneto ma l’analisi spazia al risultato elettorale in Ucraina e alla competizione con Grillo sullo stesso terreno eurocritico.
Onorevole Borghezio lei è pronto a farsi arrestare per gli indipendentisti come ha annunciato Salvini? «Vistando il patriota Rocchetta che è stato con me nel primo governo Berlusconi, lasciando un po’ esterrefatti i suoi compagni di cella che stavano nella saletta dei colloqui, l’ho definito uno simbolo della battaglia di libertà insieme agli altri. La privazione della libertà è la cosa peggiore che si possa fare a una persona pacifica come Rocchetta e penso che l’invito di Salvini non sia retorico: siamo pronti a liberarli, questo vuol dire che siamo pronti a seguire il loro destino se per caso – Dio non voglia – una certa parte dello Stato che non ha niente a che vedere con la parte migliore dello Stato, proseguisse su questa strada illiberale, antidemocratica e antieuropea». Quando dice liberarli cosa intende in concreto? «La prima cosa saranno le manifestazioni davanti alla prefettura. Non a caso stavamo già raccogliendo le firme seguendo anche il monito del grande Einaudi che molti decenni fa le considerava una reminiscenza di una concezione vecchia, napoleonica, centralista dello Stato. Ovvero il contrario della concezione moderna di Stato delle autonomie e di Europa delle autonomie che noi vogliamo affermare. Certo, quando saremo davanti alle prefetture a manifestare civilmente ma anche molto calorosamente e ieri a Verona si è capito quanto calore ci sia in questa protesta, se venissero presi provvedimenti, faremo come Mandela: ci faremo arrestare». Luigi Faccia, ideologo degli indipendentisti, si è dichiarato prigioniero di guerra: qui c’è ben poco di pacifismo. Non trova? «E’ una dichiarazione volutamente provocatoria. Chi per avere imbracciato la bandiera della libertà si vede trattare come i brigatisti, è chiaro che lui si rivolge a una parte dello Stato dicendo: se mi trattate come un terrorista allora io adotto il loro linguaggio. C’è una certa logica e io la rispetto. Ho detto linguaggio non a caso, perché gli indipendentisti sono lontani anni luce dalla violenza dei brigatisti». Ma perché continuate a parlare di complotto, di parti deviate dei servizi. Dove sta il complotto? «Io parlerei di manovra: sta nel fatto che un paese come il nostro che ha forze dell’ordine al massimo livello di professionalità ed efficienza anche a livello internazionale in indagini su mafia, criminalità organizzata e terrorismo, non impiega la sua forza migliore per fargli dare l’assalto a un ‘tanko’, cioè a una ruspa truccata. Due anni di intercettazioni e indagini significano costi per la collettività: ho letto le pagine dell’ordinanza e non c’è nulla di penalmente rilevante: ci sono battute, esternazioni un po’ estemporanee all’interno di riunioni di tre-quattro persone in abitazioni dove tagliando il salame e bevendo un bicchiere di vino parlavano di come questo paese è stato ridotto cioè preso per il culo dai politici, anche cazzeggiando un pò. L’importante è che non si danneggi la libertà degli altri. E da questo punto di vista l’unica increspatura che c’è stata nel ’97 coi serenissimi è che avevano costretto un traghettatore a trasportare il finto carrarmato in piazza San Marco. Stavolta non ci sono state deviazioni di alcun genere. ma quanto è accaduto con gli arresti rappresenta una regressione rispetto ai canoni di libertà. Questa cosa sa molto di regime: c’è una puzzetta di regime che ci riconduce ai poteri forti che vogliono imporre decisioni triste e scomode danneggiando i cittadini onesti senza mai toccare i veri interessi e i veri sopraffattori dell’economia». Come legge il voto in Ungheria, il fronte degli eurocritici si allarga? «E’ solo l’antipasto di cosa saranno le elezioni europee. Se continua così potremmo portare in parlamento un fronte compatto e determinato. E’ un voto molto significato e ricordo che il leader ucraino quando veniva in Europa era visto come una specie di dittatore che, invece, a nome della Lega io ho indicato come una persona che ridava speranza all’Europa dei popoli. Ci sentiamo tutti ungheresi, dissi allora e lo ripeto oggi come oggi dico che ci sentiamo tutti veneti indipendentisti». Grillo fa campagna su cancellazione del Fiscal compact e del pareggio di bilancio. Temete che vi tolga voti visto che giocate sullo stesso terreno antieruopeo. «No. Grillo e il suo movimento hanno deluso coloro che lo pensavano come veramente rivoluzionario. E ha deluso sui temi europei perché non dice nulla sull’uscita dall’euro, ha fatto votare l’abrogazione del reato di clandestinità e non osa schierarsi senza e senza ma con noi e con gli indipendentisti veneti, cioè con gente che non solo parla di libertà – talvolta lo fa anche Grillo – ma che per la libertà rischia in prima persona. I grillini invece, stanno al calduccio ben protetti dall’immunità parlamentari, non dicono nulla e non si impegnano come noi a portare solidarietà a questa gente che per la libertà si è fatta incarcerare».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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