Massacro Kenya, siamo tutti Charlie Hebdo... l'importante è non essere cristiani

07 aprile 2015, Americo Mascarucci
“Siamo tutti Charlie Hebdo”. Ancora una volta questo motto gridato nelle piazze all’indomani della strage di giornalisti del settimanale satirico francese risuona stonata, o quanto meno ipocrita, faziosa, poco credibile. Perché, al frastuono internazionale di quei giorni ha fatto da contro altare in queste ultime ore il silenzio assordante seguito alla strage di cristiani in Kenya nel campus per studenti dove hanno perso la vita 148 persone. Una strage compiuta dagli integralisti islamici emuli dell’Isis che ha indignato il mondo ma che è sembrata lasciare indifferenti i cosiddetti
Massacro Kenya, siamo tutti Charlie Hebdo... l'importante è non essere cristiani
“grandi del mondo” quelli che stavano tutti a Parigi a sfilare contro il terrorismo e a commemorare i vignettisti di Charlie Hebdo.

Intendiamoci, è stato più che giusto che ci fossero, ma così come tanta indignazione ha provocato l’attentato parigino, non si capisce per quale motivo si debba restare indifferenti di fronte al martirio di migliaia di cristiani nel mondo. Forse perché difendere i cristiani perseguitati potrebbe significare venir meno al principio di laicità degli Stati?Allora, proprio se si deve difenderli, meglio deteologizzare la croce, e renderla un simbolo di libertà invece che dell'amore di Dio.

Forse non si può alzare la voce in difesa dei fedeli in Cristo massacrati in Siria, in Iraq, in Nigeria, in Kenya o altrove per non urtare la sensibilità dei musulmani? 

Oppure molto più realisticamente dei cristiani decapitati, crocefissi, non frega niente a nessuno? Il presidente degli Usa Barak Obama esulta perché è riuscito a concludere l’accordo sul nucleare iraniano e intanto deve preoccuparsi di tenere a bada le ire israeliane. Vi pare possa avere il tempo per interessarsi dei cristiani ammazzati? Suvvia siamo seri le emergenze sono altre! Il presidente francese Hollande deve ancora riprendersi dalla sonora sconfitta dei socialisti alle ultime elezioni amministrative, rischia di perdere la poltrona presidenziale e di riconsegnarla al suo predecessore Nicolas Sarkozy

C’è un partito da riorganizzare, un consenso da recuperare in fretta, cosa volete che conti la vita di tante persone che si ostinano ancora a professarsi cristiane? Il primo ministro inglese Cameron chi l’ha visto? Forse non c’erano anglicani fra gli studenti massacrati in Kenya? Anche in Italia non è che ci siano stati grandi attestati d’indignazione. Anche qui c’è il rimpasto di governo da affrontare, il rapporto con il Nuovo centrodestra da recuperare dopo il caso Lupi, le elezioni regionali alle porte, insomma problemi seri. E l’Europa? Questa grande sconosciuta non si è fatta sentire, del resto la coerenza è merce rara e come potete pensare che i caporioni di Bruxelles dopo aver ripudiato con orgoglio le radici cristiane dei popoli europei possano sottrarre ore preziose al proprio lavoro per trovare il tempo di pensare ai cristiani trucidati in Kenya? In fondo, che c’entriamo noi con l’Africa? 

Contro i cristiani è in corso un vero genocidio, un olocausto in piena regola, ma in tanti, troppi, fanno finta di non vedere, o peggio vedono ma preferiscono tacere. Del resto, non è forse vero che durante la seconda guerra mondiale in tanti hanno fatto finta di non sapere quello che i nazisti facevano nei campi di sterminio, salvo poi denunciare tutto a guerra finita e con la Germania ormai a pezzi e sconfitta? All’epoca non esistevano i moderni mezzi di comunicazione di massa, non c’erano le notizie in tempo reale, non c’erano internet, i social network e tutti gli strumenti di oggi che diffondono notizie in quantità industriale con tanto di filmati, foto ecc.

 Quindi il fatto che oggi come ieri si faccia finta di non vedere dando l’impressione che in fondo dei cristiani ammazzati non importi a nessuno è ancora più grave. In fondo l’Isis ci fa paura perché rischia di compromettere gli interessi commerciali dell’Occidente mica perché massacra i cristiani, le minoranze etniche, distrugge le chiese, i siti archeologici, i monumenti millenari.

Abbiamo soltanto il timore che i miliziani possano mettere le mani sui pozzi di petrolio. Siamo tutti Chiarlie Hebdo dunque… l’importante è non essere cristiani!
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