Cos'è il Def e cosa conterrà, Padoan alla caccia di 10 miliardi di euro

07 aprile 2015, Luca Lippi
Perché il ministro Padoan, che oggi presenterà il DEF, è alla caccia di 10 miliardi di euro? Lo spieghiamo subito seguendo un brevissimo ragionamento. 

La comunicazione dei dati ISTAT dimostra che la coperta del Governo è corta; dobbiamo provare ad astrarci dai proclami e ragionare freddamente, non c’è neanche bisogno di essere esperti di Scienza Economica per capirlo, è sufficiente una calcolatrice e togliere la fetta di prosciutto dagli occhi. L’ISTAT spiega benissimo che tutte le spese devono avere una copertura, significa che ogni uscita dello Stato deve essere confortata da un’entrata. A questo punto dobbiamo necessariamente riesumare la storia degli 80 euro. Insistemmo a lungo con la domanda concernente le coperture, ma nessuno è stato in grado di fornire una risposta accettabile. Infatti, oggi Padoan parlerà di coperture per garantire il bonus per tutto il 2015, non dirà nulla circa la sua messa a regime. 

L’Istat proprio pochi giorni fa ha comunicato che la pressione fiscale nel 2014 è aumentata ed è aumentato anche il debito pubblico. All’epoca degli 80 euro, sia Renzi sia Padoan "raccontava" che l’erogazione del bonus era come una manovra fiscale, facendola passare come una riduzione di tasse. Ovviamente era falso all’epoca e la conferma è arrivata regolarmente, come una tassa appunto. 

Cos'è il Def e cosa conterrà, Padoan alla caccia di 10 miliardi di euro
Gli 80 euro erano e sono una spesa dello Stato, le aliquote fiscali non sono cambiate, il cittadino che percepisce gli 80 euro non lo capisce ma nella realtà l’ISTAT lo spiega bene. Gli 80 euro sono cominciati col mese di maggio quindi nel 2014 chi ha percepito l’importo per intero avranno incassato 640 euro (80 x 8 mesi = 640 euro) e visto che sono 10 milioni di italiani significa che al Governo quella manovra sarà venuta a costare 6,4 miliardi di euro. 

La pressione fiscale nel 2014 è aumentata ed è aumentato anche il debito pubblico. 

E’ ovvio che i famosi 80 euro non esistono, nel senso che escono da una parte perché entrano da un’altra. Spieghiamo meglio: quando nel secondo trimestre dello scorso anno si rimproverò a Renzi l’inutilità del bonus a giudicare l'inasprimento della recessione, il presidente del Consiglio rispose che un mese era troppo poco per rilevare i sicuri effetti benefici degli 80 euro.

Poi i dati rilevarono che il terzo trimestre e poi anche il quarto la recessione aumentava progressivamente, dunque niente crescita, e tutto questo semplicemente perché nei fatti gli 80 euro non esistono. L’ulteriore conferma (appunto) è la presentazione di oggi del DEF da parte di Padoan; il ministro è alla caccia di 10 miliardi di euro allo scopo di scongiurare le clausole di garanzia (aumento di due punti percentuali dell’Iva al 22% e al 10%). Perché ha necessità di 10 miliardi se prevede un aumento del PIL dello 0,8% (che significa aumento di entrate)? 80euro per 12 mesi per 10 milioni di italiani fanno in totale 9,6 miliardi di euro. 

E qualora la “previsione” di aumento del PIL non occorresse dovremo anche subire le clausole di garanzia. 
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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