Diaz, la Corte di Strasburgo oggi la Cassazione ieri. La storia processuale

07 aprile 2015, Marta Moriconi
IL CASO: Oltre 60 feriti, 93 arrestati il giorno prima e soprattutto la morte di Carlo Giuliani. Poi molti giovani "antiliberisti" arrivarono nella scuola Diaz a vertice e contromanifestazioni concluse. 
Diaz, la Corte di Strasburgo oggi la Cassazione ieri. La storia processuale
Centinaia di poliziotti entrarono nel “covo” dei black bloc, protagonisti di due giorni in cui le forze dell’ordine furono accusate di violenze. C'era o no la volontà dei vertici della polizia di portare a termine un’azione eclatante per bilanciare il disastro dell’ordine pubblico al G8 genovese? Iniziarono i processi...

SENTENZA ITALIANA, IERI: 
“La sentenza della Corte di Cassazione va rispettata come tutte le decisioni della Magistratura". Lo aveva dichiarato il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri dopo che i giudici della quinta sezione della Corte di Cassazione nel 2012 dichiararono definitive tutte le condanne ai 25 poliziotti per l’irruzione della polizia alla scuola Diaz al termine del G8 di Genova la notte dei 21 luglio 2001. 

Oltre alla condanna, c'era l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni che colpì anche alcuni altissimi gradi degli apparati investigativi italiani. 

SENTENZA STRASBURGO, OGGI: Il blitz della polizia alla scuola Diaz “deve essere qualificato come tortura” per la Corte europea dei diritti umani che ha deciso all'unanimità. Condannata l’Italia e per due motivi: per quanto commesso nei confronti di uno dei manifestanti e per mancanza di una legislazione adeguata contro la tortura. 

“La Corte – si legge nel documento pubblicato dalla Corte di Strasburgo – ha riscontrato una violazione dell’articolo 3 della Convenzione, a causa dei maltrattamenti subiti da Cestaro e di una legislazione penale inadeguata per quanto riguarda sanzioni contro gli atti di tortura e misure dissuasive che prevengano la loro reiterazione”. “Dopo aver sottolineato il carattere strutturale del problema – si legge ancora – la Corte ricorda che, per quanto riguarda le misure per rimediare, gli obblighi positivi che spettano allo Stato italiano in merito all’articolo 3, possono compore un quadro giurico appropriato, anche attraverso disposizioni penali efficaci”.
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