Dopo Casamonica, Riina Jr. a Porta a Porta. Bindi Vs Vespa

07 aprile 2016 ore 7:58, Adriano Scianca
Siamo alle solite: dove finisce il diritto di cronaca e dove iniziano gli imperativi del buongusto? Fin dove è lecito fare scoop e quando, invece, subentra la promozione dei criminali? Bruno Vespa, che era già finito nell'occhio del ciclone per aver portato a Porta a Porta Vera e Vittorino Casamonica, figlia e nipote di Vittorio Casamonica, ora ci riprova: stasera, infatti, nel popolare salotto televisivo, sederà anche Salvo Riina, figlio del boss Totò Riina. L'uomo, oggi libero dopo avere scontato 8 anni e 10 mesi per associazione mafiosa, ha scritto un libri che sarà nelle librerie domani, "Riina family life". E stasera, alle 23.15, su RaiUno, ne parlerà con Bruno Vespa. Ma sulla puntata ovviamente infuriano le polemiche. “Mi auguro che in Rai ci sia un ripensamento. Ma se questa sera andrà in onda l'intervista al figlio di Totò Riina, avremo la conferma che Porta a Porta si presta ad essere il salotto del negazionismo della mafia e chiederò all'Ufficio di Presidenza di convocare in Commissione la Presidente e il Direttore generale della Rai”, ha detto la presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi. 

Dopo Casamonica, Riina Jr. a Porta a Porta. Bindi Vs Vespa
Critico anche Michele Anzaldi, deputato Pd e componente della commisisone di Vigilanza Rai: “Ci risiamo. È la terza volta in pochi mesi. Ci dicono 'non accadrà più' e invece, dopo aver assistito basiti al funerale dei Casamonica e aver sentito parlare il padre di Manuel Foffo, nel giorno in cui il figlio era stato arrestato per il terribile delitto di Roma, il servizio pubblico ha pensato bene di dare una mano al rampollo di uno dei più spietati criminali di tutti i tempi”. In controtendenza Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare: “Anzaldi sbaglia. E lo dico come membro della commissione di Viglianza Rai. Servizio pubblico non vuol dire disinteresse per le notizie. Il primo quotidiano italiano dedica una pagina al figlio di Totò Riina e il primo canale televisivo del Paese non può intervistarlo? Vogliamo che la Rai viva e faccia informazione al di fuori della realtà? Con questo malinteso principio di prevenzione nei confronti dei cittadini si chiede a Vespa di abdicare dalla sua professionalità e deontologia giornalistica. Abbiamo bisogno di un servizio pubblico capace di affrontare con rigore ed equilibrio qualsiasi tematica, non di asettici funzionari che anestetizzano i telespettatori”.

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