Pensioni minime, bonus 80 euro spacca il governo. Zanetti Vs Renzi: "Populismo"

07 aprile 2016 ore 7:55, Adriano Scianca
Coro di no o nì agli 80 euro mensili che Renzi vuole mettere nelle tasche dei pensionati con la “minima”. E anche dai banchi governativi, si levano perplessità sull’uscita del premier. Il ministro del Lavoro Poletti dice di nì, nel senso che l’idea gli piace e si potrebbe fare ma solo a condizione che ci siano i soldi necessari per la copertura. Più diretto il viceministro all’Economia, cioè il dicastero che tiene i cordoni della borsa statale per il quale “serve dare un’ordine di priorità” perché altrimenti “si rischia di affiancare all’esasperato populismo di opposizione che affligge questo Paese, un populismo di governo di cui non abbiamo bisogno”. Non a caso dice che l’idea renziana “è uno dei desideri di questo governo ma anche di quelli precedenti. Bisogna, però, darsi delle priorità: per noi la priorità è confermare le riduzioni fiscali nei confronti di chi lavora e produce, scongiurare le clausole di salvaguardia che gravano sul Paese, soltanto poi si può prendere in mano la parte pensioni, mettendo in fila le questioni, a cominciare da chi non ha né lavoro né pensione, pensando poi a chi vuole arrivare alla pensione un po’ prima e a chi la vorrebbe un po’ più alta”. 

Pensioni minime, bonus 80 euro spacca il governo. Zanetti Vs Renzi: 'Populismo'
E il ministro Padoan rimanda tutto al passo che l’Italia deve tenere con e a Bruxelles: “In Europa e in Italia bisogna agire sugli effetti dell’invecchiamento demografico. Negli anni l’Italia ha messo a segno una delle più ambiziose riforme del sistema pensionistico. Gli indicatori europei ci segnalano tra i migliori sistemi esistenti”. A questo aggiunge la sottolineatura: “Eventuali interventi non possono che partire da questa considerazione”. Sul versante dei sindacati la leader della Cgil Susanna Camusso si domanda ironicamente: “Lo mettiamo nel capitolo annunci o nel capitolo ‘siamo in difficoltà?”. E se il numero uno della Uil, Carmelo Barbagallo propone di estendere il bonus a tutti i pensionati (“il governo ci spieghi a chi andrebbe il bonus e cosa vuole fare per renderlo strutturale. Ogni volta sposta il tiro, lo faccia ma per tutti i pensionati”), l’omologa della Cisl, Anna Maria Furlan fa notare: “La Cisl ha sempre sostenuto l’utilità di allargare il bonus, attualmente riservato ai lavoratori dipendenti con reddito fino a 26.000 euro, anche ai pensionati, per migliorare la capacità di spesa ed alleviare il disagio economico delle famiglie con redditi medio bassi. Pur considerando, dunque, condivisibile l’obiettivo di questa proposta, ci auguriamo che le parole del premier non siamo sempre e solo annunci”. 
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