Maugeri, il pm: "Ma quale amicizia con Daccò". Lunedì richiesta di condanna per Formigoni?

07 aprile 2016 ore 10:02, Andrea De Angelis
Bufera su Formigoni. L'ex governatore lombardo, di recente finito sui giornali per un'aggressione subita (dice lui) o fatta (dicono loro) da/a Le Iene, torna a far parlare di sé per ben altri motivi legati a quando era a capo della Regione Lombardia. 

L'ex direttore amministrativo della Fondazione Maugeri "si è comprato il presidente Formigoni perché Daccò gli ha venduto il presidente, la più alta carica della Regione che poteva dargli gli atti e i finanziamenti di cui aveva bisogno". Lo ha affermato il pm di Milano Laura Pedio nel corso della requisitoria nel processo a carico dell'ex governatore lombardo e di altre nove persone con al centro al accuse di associazione per delinquere e corruzione. Il pm ha espresso il suo "fastidio per quella frase che riecheggia come un disco rotto 'Daccò è amico del presidente'". Il magistrato ha aggiunto: "ed è per questo che è stato ricevuto dal Dg della sanità per 270 volte e ha fatto lui stesso una legge? Basta con questa frase, basta con i giochi di parole, sono stanca, diamo un contenuto a questa amicizia"
Come riporta l'Ansa, il contenuto, secondo il pm, "è che Daccò era il collettore della tangenti per Formigoni". L'ex governatore, lo ricordiamo, è accusato di essere stato corrotto con una serie di benefit di lusso, tra cui viaggi e vacanze, in cambio di delibere di giunta favorevoli alla fondazione Maugeri. Tra gli imputati anche il faccendiere Pierangelo Daccò e l'ex assessore regionale Antonio Simone.

Maugeri, il pm: 'Ma quale amicizia con Daccò'. Lunedì richiesta di condanna per Formigoni?
Il pm ha anche dato cifre precise: "Le tangenti pagate dalla Maugeri erano state fissate in percentuale rispetto agli stanziamenti poi riconosciuti dalla Regione soprattutto per le funzioni non tariffabili, con una percentuale prima del 25 per cento poi del 12,5 per cento, poi di una somma di 6 milioni all' anno pur di avere in cambio 40 milioni ogni anno in più rispetto ai rimborsi dovuti". Per il pm gli ex vertici della Maugeri, Costantino Passerino e Umberto Maugeri, "sapevano benissimo che stavano pagando Formigoni", così come gli ex vertici del San Raffaele "Don Verzè e Mario Cal sapevano che pagavano il presidente". Sempre secondo l'accusa "l'intensità dei rapporti tra gli associati" nella militanza comune in Comunione e Liberazione "è fondamentale per la nascita del vincolo corruttivo, perchè era al meeting di Rimini e anche negli incontri spirituali che si parlava di lavoro e di affari, non era necessario andare in Regione".  Secondo il pm, dunque, a beneficiare della "sistematica corruzione" c'era anche Formigoni. 
"Non parlo, in che lingua ve lo devo dire, in francese o in arabo?", ha detto l'ex governatore, visibilmente stizzito, rivolgendosi ai giornalisti. La requisitoria dei pm Pedio e Antonio Pastore occuperà due udienze: quella di ieri e quella già fissata per lunedì 11 aprile quando dovrebbero arrivare le richieste di condanna per Formigoni, Pierangelo Daccò, Antonio Simone e tutti gli altri imputati nel processo sulla fondazione pavese.
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