Enav si quota in Borsa: dopo l’Ipo il 51% allo Stato. Cosa cambia?

07 aprile 2016 ore 10:30, Luca Lippi
Depositata in Borsa da Enav la richiesta per la quotazione in Borsa, questo quanto si legge nella nota: “L'Enav ha presentato la richiesta di rilascio del giudizio di ammissibilità alla quotazione ai sensi del regolamento dei mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana, e contestualmente, ha depositato il documento di registrazione presso Consob per l'approvazione”.
Siamo quindi nella fase iniziale del processo, seppure una formalità, giacché l’attenzione maggiore è da riporre alle decisioni preventive alla presentazione predisposte dal consiglio di amministrazione, comunque l’iter da parte degli organi preposti è propedeutico alla quotazione e compone una consistente porzione di “tempi tecnici” che sono adeguati alle pratiche burocratiche.

Enav si quota in Borsa: dopo l’Ipo il 51% allo Stato. Cosa cambia?
 
I tempi sono di 60 giorni solamente per consentire la redazione del documento informativo sull'Ipo fino al 49% della società. Il rimanente 51% rimane saldamente nelle mani del Tesoro che in una nota dichiara attraverso l’amministratore delegato Roberta Neri: “Giugno è la data possibile di collocamento, saremo la prima società al mondo di questo settore a quotarsi”.
Nell’analisi preliminare da parte di Enav alla ricerca di investitori adeguati e allineabili alle scelte di core dell’azienda, Enav ha rilevato un forte interesse da parte di investitori di lungo termine, infatti la natura di Enav è quella di produrre un flusso costante di risultati positivi, non è speculativa e quindi rassicura chiunque voglia investire in capitale di rischio senza necessariamente doversi preoccupare troppo delle conseguenze tipiche di una società a vocazione commerciale. Enav ha archiviato l'esercizio 2015 con un utile netto consolidato di 66,1 milioni di euro, in aumento del 65,2% rispetto ai 40 milioni del 2014. 
Enav è valutata dal mercato tra 1,8 e 2 miliardi di euro, anche se una stima ufficiale verrà effettuata soltanto a ridosso dell'Ipo. Comunque prima del debutto in Borsa dall'Enav potrebbe arrivare nelle casse dello Stato un dividendo straordinario fino a 400 milioni di euro. 
La società dei controllori di volo, andando a piazza Affari, farà un po’ di cassa. Questa privatizzazione è sicuramente di dimensioni più ridotte rispetto a quella di Poste Italiane, perché la valutazione non va oltre 2 miliardi. Ricordiamo che il MEF, che controlla il 100% di Enav, procederà con il collocamento sul mercato fino al 49% della società, attraverso un'offerta pubblica rivolta ai risparmiatori italiani e agli investitori istituzionali anche stranieri. Anche nel capitale di Enav, come avvenuto in Poste Italiane, è quindi atteso l’ingresso di fondi sovrani.
Seguiamo le tappe del collocamento.

autore / Luca Lippi
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