Caso Regeni, investigatori egiziani a Roma con dossier: sarà depistaggio?

07 aprile 2016 ore 10:43, Americo Mascarucci
È giunta a Roma la delegazione di inquirenti e polizia egiziana di alto livello che incontrerà domani inquirenti ed investigatori della Capitale nell'ambito della collaborazione per fare luce sulla morte di Giulio Regeni, avvenuta al Cairo in circostanze ancora da chiarire. 
Il volo di linea Alitalia 897 proveniente dalla capitale egiziana, con a bordo la delegazione, è atterrato poco prima delle 20 di ieri all'aeroporto di Fiumicino.
Immagini video, tabulati telefonici, referti e verbali: è il "materiale probatorio" che l'Italia chiede da molte settimane all'Egitto per far luce sull'omicidio del ricercatore friulano e che spera di avere nell'incontro che inquirenti ed investigatori dei due Paesi hanno in programma a Roma oggi e domani. 
Per l'Egitto saranno presenti due magistrati e tre ufficiali di polizia egiziani, per l'Italia il Procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone, il pm Sergio Colaiocco e gli investigatori del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri che seguono il caso. 
Gli egiziani arrivano al tavolo con un dossier sulla morte del ricercatore italiano di duemila pagine che include un esame compiuto su 200 persone di diverse nazionalità che avevano rapporti con la vittima. 
Ma non è detto che si tratti dei documenti richiesti più volte dall'Italia, ritenuti indispensabili per fare passi in avanti verso la verità, dopo i depistaggi - ultimi quello di un omicidio commesso da una banda di rapinatori; e di un "incrocio" tra l'omicidio Regeni e un traffico di reperti archeologici gestito da una banda locale - da parte delle autorità egiziane, censurati pubblicamente dal governo italiano. 

Caso Regeni, investigatori egiziani a Roma con dossier: sarà depistaggio?
Intanto in merito alla ricostruzione fatta dal quotidiano La Repubblica, basata su email spedite da un anonimo, sulle ultime ore di vita di Giulio Regeni, le torture subite dal giovane ricercatore friulano e chi ne avrebbe deciso la sorte, gli inquirenti commentano: "Si tratta di un anonimo, uno dei tanti in casi, come questo, di forte risonanza mediatica. Non ha nessuna rilevanza giudiziaria".  
"L’Italia deve alla famiglia di Giulio Regeni la verità e pensiamo sia un dovere raggiungere la verità vera per il nostro Paese e che sia l’interesse anche del governo egiziano - ha detto il premier Matteo Renzinel corso di un forum al quotidiano Il Mattino. "Aspettiamo che i magistrati facciano i loro incontri, noi siamo pronti a seguire quel lavoro con grandissima determinazione. Nessun tentativo di svicolare rispetto alla verità sarà accolto da nessuna parte".
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