L'Olanda nega l'accordo Ue-Ucraina col quorum raggiunto: euroscettici avanti

07 aprile 2016 ore 15:44, Lucia Bigozzi
L’Olanda dice no all’accordo di associazione Ue-Ucraina e, di fatto, apre la strada alla Brexit. L’esito della consultazione popolare non vincolante, non lascia spazio alle interpretazioni: il 60 per cento dei cittadini ha detto no. Ora Bruxelles “trema” perché è il segnale che il fronte degli euroscettici si sta allargando a macchia d’olio, seguendo anche la scia della Gran Bretagna. Imbarazzo per il governo olandese perché in questo periodo ha il turno di presidenza dell’Unione. Il voto è stato chiaro: 62% i no, 38% i sì per gli analisti e gli osservatori politici è il segno di un cambio di passo, al punto da considerarlo una sorta di prova numero zero per il voto sulla Brexit. 
In realtà l’accordo Ue-Ucraina è già operativo dallo scorso 1 gennaio e a ratificarlo sono stati i 27 Paesi europei eccetto, appunto, l’Olanda. Sono stati i movimenti euroscettici olandesi a spingere il piede sull’acceleratore nel solco della legge sui referendum che fissa a 300mila le firme necessarie per indirlo. Una mossa che di fatto ha spiazzato governo e parlamento che avevano già dato il disco verde alla ratifica dell’accordo Ue-Ucraina. 

L'Olanda nega l'accordo Ue-Ucraina col quorum raggiunto: euroscettici avanti
Tra i movimenti che contestano l’Europa così com’è, molto attivo è stato il Pvv di Wilders che ha fatto leva sul timore degli olandesi che con l’ok all’intesa, l’Olanda avrebbe potuto trovarsi di fronte a un arrivo massiccio di cittadini ucraini (anche per la tensione mai sopita tra Kiev e Mosca). Leva che evidentemente ha toccato i nervi scoperti della popolazione, al punto che lo stesso Wilders dopo l’esito della consultazione popolare ha commentato (come riporta l’agenzia Ansa): “Questo potrebbe essere l'inizio della fine dell'Unione europea come la conosciamo oggi e sarebbe ottimo”. C’è infine un altro elemento che nelle prossime ore avrà il “suo” peso: il no dell’Olanda avrà ripercussioni politiche nei palazzi della politica europei e in particolare creare non pochi problemi politici al presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, che in queste settimane ha sempre ribadito che la vittoria dei no olandesi “potrebbe aprire la strada a una crisi europea”. Da ieri lo scenario sembra più vicino ed è per questo che le autorità europee temono contraccolpi anche a livello di capacità decisionale. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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