“Banda larga ovunque”, col piano Enel in 224 città: perché Renzi gode

07 aprile 2016 ore 16:26, Luca Lippi
Ha parlato Matteo Renzi sulla banda larga, presenta il piano del Governo e sostiene che l'Italia ha un solo rischio di fronte a sé, "non sbloccare" le opere pubbliche, perché il Paese ha quanto serve "per essere leader in Unione Europea". E promette, ancora, la copertura al 100% entro il 2020, "a 30 mega bps", con l'obiettivo di "arrivare al 50% di abbonamenti che arrivino a 100 mega bps".
La banda larga arriverà in 224 città, dice il presidente del Consiglio Matteo Renzi, grazie a un progetto portato avanti dall'Enel insieme "ad alcune importanti aziende private", e "con buona pace di quelli che ci dicono che sbloccare le opere pubbliche e private può essere un potenziale rischio".

“Banda larga ovunque”, col piano Enel in 224 città: perché Renzi gode

In origine, quando Cattaneo prese la guida di Telecom, nel discorso di presentazione ci fu l’elogio dello sviluppo della banda larga, un affare sicuro per Telecom, poi è successo l’imponderabile? A certi livelli certe cose non sono comprensibili, manovre così ampie e giri d’affari così importanti hanno gestazioni lunghissime e Cattaneo non poteva non sapere di Enel nel progetto del Governo Renzi.
Chiariamo meglio: il governo sta implementando la banda larga e la messa in opera della fibra ottica su tutto il territorio nazionale, è un’operazione ciclopica che avrà ripercussioni positive certe, soprattutto è importante sottolineare che tutta la rete della fibra ottica è saldamente nelle mani dello stato e quindi chiunque dovrà “pagare il pedaggio” allo Stato per poter continuare a lavorare nelle telecomunicazioni. Paradosso a questo punto è la frase di Matteo Renzi quando dice “Le aziende ormai non chiedono più dov'è il casello stradale ma dov'è la connessione”, meta-messaggio o pura casualità?
A questo punto non si capisce se la grana per Telecom Italia sono i francesi oppure la banda larga, nei fatti sembra che Telecom sia già pronta a vendere, anche queste sono manovre talmente ampie da non essere improvvise. Da diverse settimane Telecom manda messaggi agli utenti con l’offerta di abbassare il prezzo dell’offerta qualora l’utenza disponesse il Rid bancario per il pagamento del servizio. In più da bimensile l’utenza è passata a mensile, e soprattutto è calcolata su 28 giorni, insomma, è come scaricare il contachilometri della macchina usata da vendere per renderla più appetibile.
L’accordo siglato tra Enel con Wind e Vodafone potrebbe comportare uno scotto pesantissimo per il gruppo telefonico, ovvero 15mila esuberi secondo le stime dei sindacati, e dopo le parole di Renzi le poltrone (alcune) a tremare sono tante. 
L’emorragia nel bacino occupazionale di Telecom sarebbe infatti determinata dalla sovrapposizione di parte della sua rete con quella di Enel Open Fiber, che ora è pronta davvero a realizzare la sua di rete, in fibra ottica ultraveloce, per raggiungere 224 città italiane e 7,5 milioni di case entro tre anni. Ma Telecom non poteva non sapere e neanche i sindacati che ora cadono dalle nuvole. Afferma il segretario della Uilcom Uil, Salvo Ugliarolo: “Questa situazione rischia di mettere in forte difficoltà un’area di mercato dove Telecom è stata fino ad oggi leader: Enel si andrebbe ad accavallare e se i francesi di Vivendi dovessero decidere per lo scorporo della rete si metterebbe in discussione la tenuta complessiva di Telecom Italia”.
L’avanzata di Enel rischia di mandare Telecom in tilt? Diremo di Sì, ma resta complicato ipotizzare che tutto non sia già stato pianificato, del resto il silenzio del Governo (e dei sindacati) fino a ora sulla situazione interna del gruppo telefonico ne è l’emblema.
L’era di Flavio Cattaneo non è ancora ufficialmente iniziata? Oppure è assolutamente “iniziata”? 
Uscita solo pochi giorni fa dal restyling imposto dai francesi di Vivendi, primi azionisti del gruppo, che ha portato alla sostituzione dell’amministratore delegato Marco Patuano con Cattaneo, per l’azienda telefonica ha la strada è di nuovo in salita? Oppure la stretta di mano fra il premier Italiano e quello Francese era foriera di reciproche opportunità. 
Staremo a vedere il seguito, intanto lo Stato per una volta non privatizza selvaggiamente, ma comincia a stare attento ai settori strategici, e questa è cosa buona.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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