Pensioni: svanito già il sogno da 80€ di bonus, la Polverini attacca la "Fornero"

07 aprile 2016 ore 16:04, Luca Lippi
Come dicevamo ieri, la bufera sull’uscita di Matteo Renzi riguardo gli 80 euro per le pensioni sotto i 500 euro non si arresta. Già la freddezza manifestata ieri dallo stesso Governo aveva fatto presagire una evoluzione lenta ma in crescendo di voci sempre più indignate alla leggerezza con cui sia stato scavalcato totalmente il nodo della riforma delle pensioni, alle pensioni precoci, agli esodati tentando di archiviare la pratica con il solito bonus, inutile e costoso per tutti.
Inevitabile l’alzata di scudi dei sindacati che non accettano la “sfida” del premier (perché sembra quasi una provocazione), quello che chiedono i sindacati, da tempo ormai sul piede di guerra, le ipotesi di riforma delle pensioni sono diverse, tanto se ne parla ma ancora non si riesce a trovare una quadra che sia realizzabile, o più realizzabile dell’attuale riforma Fornero che ormai naviga incontrastabile (parrebbe) fra slogan persecutori e disfattisti e riflessioni meno “aggressive”. Poiché tutto è migliorabile, e nessuno possiede l’infallibilità, è ora il turno di prendere una decisione se cambiare, modificare, vessare per il bene comune…tutte cose che richiedono una responsabilità ma che restano piuttosto complicate da esercitare giacché un capro espiatorio esiste!
E allora tutti dicono una cosa e nessuno dice realmente niente, o niente che abbia modificato la situazione, fatte salve le salvaguardie che comunque non rendono gli anni di vita consumati dalle vittime nell’attesa.

Pensioni: svanito già il sogno da 80€ di bonus, la Polverini attacca la 'Fornero'

Oggi siamo direttamente agli ultimatum, e si aggiungono alla già minacciata mobilitazione sindacale prevista per il 12 aprile e minacciata come solo il primo atto di una lunga serie di disagi per richiamare l’attenzione di tutti su un problema che ha assunto dimensioni preoccupante e contrastato con azioni grottesche come gli 80 euro.
Cesare Damiano insiste che il 2016 deve essere l’anno della flessibilità, e l’assedio non finisce con lo schieramento di Damiano e dei sindacati, si aggiunge al dissenso anche Renata Polverini, Vice Presidente della Commissione Lavoro (la stessa presieduta da Damiano) che ha ancora una volta puntato il dito contro la Legge Fornero.
A questo punto non dobbiamo fare altro che aspettare perché non si ferma la marea, anche a giudicare la decisa presa di posizione del sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti: “Senza un ordine di priorità si rischia di affiancare all’esasperato populismo dell’opposizione che affligge il nostro paese al populismo di governo di cui non abbiamo bisogno. Uno dei desideri non solo di questo governo ma anche dei precedenti è quello di aumentare le pensioni minime, ma è chiaro che bisogna darsi delle priorità. Per noi la priorità è confermare le riduzioni fiscali a favore di chi lavora e produce, scongiurare le clausole di salvaguardia e solo poi prendere in mano la parte sulle pensioni mettendo però un fila le questioni pensando prima di tutto a chi non ha né un lavoro né una pensione e dopo pensare a chi vuole andare in pensione prima e a chi la vorrebbe avere un po’ più alta”. 

autore / Luca Lippi
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