Caf e patronati in rivolta contro i tagli: cosa cambia per i cittadini

07 dicembre 2015 ore 7:45, Andrea De Angelis
Caf e patronati in rivolta contro i tagli: cosa cambia per i cittadini
Li ha voluti la politica
, ma ora proprio le scelte sulla Stabilità rischiano di colpirli in maniera pesante. Una ferita grave, mettendo così a rischio alcuni servizi divenuti ormai (proprio grazie a quelle scelte politiche) abituali per milioni di italiani. 

I sindacati attaccano così: ""Con l'istituzione dei Caf - hanno evidenziato Cgil, Cisl e Uil durante una manifestazione in Basilicata - sono stati sconfitti i faccendieri che approfittavano dei pensionati e dei lavoratori, sottraendo loro soldi per le pratiche burocratiche: bisogna inoltre ricordare che sono gli stessi lavoratori, in busta paga, a sostenere queste strutture, e un taglio del personale significa una riduzione quindi dell'attività di sostegno". 
Il punto infatti è anche questo: se dietro la nascita dei Caf c'è la politica, è anche vero che il loro sostentamento deriva almeno in parte dagli stessi lavoratori. Almeno così rivendicano da sempre i sindacati. 
La polemica arriva direttamente in rete grazie ad una campagna lanciata con due hashtag ("#iocimettolafaccia #xidiritti"), lanciata dai Patronati d'Italia (Acli, Inas, Inca e Ital) che mirano a lasciare "intaccate le tutele previdenziali e socio-assistenziali garantite gratuitamente dai patronati ed impedire il licenziamento di migliaia di operatori".

Una nuova iniziativa che mira a ridurre ancora la sforbiciata ai fondi riservata dalla legge di Stabilità, che è stata ridotta con il passaggio del testo al Senato da 48 a 28 milioni di euro. Un'utilità "pubblica e prevista dalla Costituzione", ricordano i patronati, che puntano il dito anche contro i tagli dello scorso anno, di circa 35 milioni. 
Dice l'Inca: "Un nuovo taglio di 28 milioni di euro è previsto nel Ddl di stabilità del Governo al Fondo Patronati e si aggiungerà ai 35 milioni già sottratti lo scorso anno. Difatti il Governo imposta un’ulteriore riduzione sull’aliquota di alimentazione del Fondo, portando il taglio a ben 284 milioni di euro per il periodo 2015–2018. A queste condizioni i Patronati non potranno più garantire l'assistenza gratuita ai cittadini in Italia e all’estero per l’esercizio dei loro diritti individuali. Per salvaguardare l’accesso gratuito dei cittadini alla tutela previdenziale e socio-assistenziale i Patronati chiedono al Governo e al Parlamento il ritiro della norma. Con i tagli ai fondi, infatti, si spiana la strada a un mercato dei servizi dove i cittadini più bisognosi di tutela saranno costretti a pagare per prestazioni cui hanno diritto per legge. L'Inca, insieme agli altri principali patronati, continuerà la mobilitazione e l'opera di controinformazione verso i cittadini e i parlamentari fino all'ultimo minuto utile per cambiare una norma sbagliata tesa a colpire quei corpi intermedi tanto indispensabili per i cittadini quanto preziosi per gli stessi enti di previdenza".
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