Inter, Ljajic vale il primo posto e la Roma "si mangia le mani"

07 dicembre 2015 ore 8:48, Andrea De Angelis
Inter, Ljajic vale il primo posto e la Roma 'si mangia le mani'
Alla Roma, senza Salah e Gervinho, mancano accelerazioni e fantasia. All'Inter senza Jovetic ed Icardi non mancano le reti e il merito è di tutto di Adem Ljajic, ventiquattrenne attaccante serbo di origini bosniache. Il giocatore ex Fiorentina è stato infatti dato in prestito all'Inter questa estate, vista la presenza a Trigoria di numerosi giocatori dalle caratteristiche simili, su tutti appunto Gervinho e Salah, ma anche un certo Iturbe. Ora, però, in molti si chiedono: non sarebbe stato meglio dare quest'ultimo al Genoa (evitando, tra l'altro, un vero e proprio caso diplomatico tra le due squadre per l'affare sfumato all'ultimo) e tenere a Roma il serbo, che già lo scorso anno aveva fatto bene dopo una prima stagione non proprio entusiasmante? "Spero che qualcuno a Roma si stia mangiando le mani", ha detto il calciatore. 

I numeri di Ljajic di quest'anno sono impressionanti per quanto riguarda la proporzione tra i minuti giocati e gol ed assist realizzati. In una squadra che vince soprattutto per una rete a zero, è facile comprendere quale sia il peso specifico dell'ex giallorosso. Mancini gongola, anche perché così può aspettare che Jovetic e Icardi ritrovino la miglior forma (e trovino la sinergia che ancora manca) senza patemi d'animo. Il serbo ovviamente è felice, anche perché dopo l'arrivo di Perisic sembrava che il suo campionato dovesse trascorrere soprattutto in panchina. E i tifosi ovviamente sono rapiti dalle accelerazioni di un giocatore il cui valore tecnico non è mai stato messo in discussione, ma lo stesso non si può dire per continuità e carattere (chiedere a Delio Rossi).
Un vero e proprio talento, dunque, la vera arma in più dei nerazzurri in questo primo terzo di stagione. 

Ljajic può giocare seconda punta, trequartista o esterno offensivo: Le sue movenze ricordano quelle del brasiliano Kaká e per questo motivo viene soprannominato il "Kaká dell'est". È rapido, salta facilmente l'uomo ed è dotato di un buon tiro, qualità che fa di lui un abile calciatore di punizioni.
Nel 2010 è stato inserito nella lista dei migliori calciatori nati dopo il 1989 stilata da Don Balón, che due anni dopo lo ha reinserito in quella dei nati dopo il 1991. Muove i primi passi nelle giovanili del Novi Pazar, per poi passare a 14 anni in quelle del Partizan Belgrado. Fa il suo debutto tra i professionisti il 29 luglio 2008, gara valida per il secondo turno preliminare di Champions League disputata contro l'Inter Baku. Il 15 gennaio 2010 passa alla Fiorentina a titolo definitivo per 6,5 milioni di euro. Il giocatore decide di prendere la maglia numero 22 in omaggio a Kaká, che egli stesso ha definito il suo idolo. Tre anni e mezzo dopo, per una cifra vicina al doppio, il trasferimento alla Roma che lo cede questa estate in prestito alla squadra milanese. 


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