Legge di Stabilità: taglio addizionale Irpef, ipotesi o spostamento del problema?

07 dicembre 2015 ore 10:13, Luca Lippi
Legge di Stabilità: taglio addizionale Irpef, ipotesi o spostamento del problema?
Fabio Melilli (Pd) nella funzione di relatore (uno dei tanti) della Legge di Stabilità in relazione all’esigenza di “abbassare le tasse” per non guastare il residuo consenso al partito in vista della prossima tornata elettorale dice: "Stiamo studiando una formula che consenta a tutte le regioni di abbassare le tasse, in particolare l'addizionale Irpef. L'ipotesi è lavorare sulle rate dei mutui delle regioni in piano di rientro e sul meccanismo per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione per le altre. Che cos’è il taglio dell’Irpef? È un modo per abbassare le tasse andando a modificare l’addizionale Irpef regionale. L'addizionale Regionale all'Irpef, in Italia, è una quota tributaria aggiuntiva all'Irpef, dovuta dal 1998 alla Regione in cui il cittadino italiano lavoratore dipendente abbia il domicilio fiscale al 31 dicembre dell'anno fiscale di riferimento.

In buona sostanza, per liberare risorse per il taglio dell’addizionale Irpef si adotta la soluzione più semplice che è quella di spalmare per un maggiore numero di anni i mutui che attualmente le regioni italiane stanno pagando allo stato, che ha concesso i prestiti, al fine di ripagare i debiti della Pubblica amministrazione. Ovviamente “l’allungamento” del debito concede un maggiore respiro al debitore che in questo modo dovrebbe disporre di risorse (non uscite) e quindi automaticamente non ha più alcuna motivazione per chiedere un sacrificio maggiore ai cittadini per una tassa che ha già raggiunto il livello massimo consentito. Tuttavia spalmare il debito è una manovra per spostare il problema non è certo individuazione di risorse (coperture) che possano strutturare un provvedimento. Spalmare il debito è fattibile poiché non chiede nuove risorse, piuttosto ne riduce in entrata per il Tesoro, e contemporaneamente rafforza la volontà del presidente del consiglio di congelare ogni ipotesi di aumento delle tasse regionali per tutto il 2016 da parte dei governatori. Contestualmente si è dovuto decidere di rinviare la chiusura di 23 prefetture bloccando anche la procedura di riforma della pubblica amministrazione, la decisione è obbligata dopo i fatti di Parigi, è comunque un’altra criticità che sospende il recupero di risorse per lo stato, a questo punto è evidente che l’Ue deve avere anticipato qualcosa riguardo l’aumento di flessibilità, e le nuove generazioni dovranno prendersi sulle spalle un debito che ha già dimensioni ai limiti del sostenibile.

autore / Luca Lippi
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