Reggio Calabria, sbarcati 900 africani e pure la malaria

07 dicembre 2015 ore 12:13, Americo Mascarucci
Reggio Calabria, sbarcati 900 africani e pure la malaria
Allarme a Reggio Calabria per lo sbarco nel porto cittadino della nave della Guardia costiera norvegese Siem Pilot con 906 migranti del centro Africa salvati nei giorni scorsi. 
Si teme che i passeggeri possano aver contratto la malaria e altre malattie 
Si tratterebbe di 715 uomini, 168 donne, 10 delle quali incinte, e 23 minori. Sono immediatamente scattati i controlli sanitari che hanno portato a segnalare sei sospetti casi di malaria e circa 300 casi di scabbia. 
I medici stanno accertando le condizioni di salute di ogni singolo immigrato per disporre l’immediato trasferimento nelle strutture sanitarie adeguate per i casi più seri. 
Le visite si stanno svolgendo all’interno di una tenda pressurizzata, cioè isolata dall'esterno ma dotata all'interno delle normali condizioni ambientali, fornita dalla Protezione Civile sotto il coordinamento della Prefettura di Reggio Calabria. 
Si tratterebbe dello sbarco più imponente avvenuto negli ultimi sei mesi, con un numero elevatissimo di migranti provenienti dall’Africa centrale, in particolare Etiopia, Eritrea e Somalia, zone dunque maggiormente esposte al rischio di malaria. 
Nella serata di ieri dalla nave era partita una richiesta di soccorso, alla quale avevano risposto i mezzi della Capitaneria di porto, che da mesi pattugliano le coste nell'ambito delle operazioni coordinate da Frontex. Giunti nei pressi della nave, i mezzi di soccorso hanno provveduto a trainare la nave, i cui motori erano in avaria, fino al porto di Reggio Calabria. Le operazioni coordinate dal Prefetto di Reggio Calabria Claudio Sammartino, sono svolte dalla Polizia di Stato, dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza, dal Comune Capoluogo, dalla Provincia, dalla Capitaneria di Porto, dall’Azienda Ospedaliera e dall’USMAF, dal SUEM 118, dalle Associazioni di volontariato, dal coordinamento ecclesiale e dalla Croce Rossa italiana.
Tutti uniti per accogliere ma anche scongiurare il possibile rischio legato al diffondersi di epidemie. 
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