Salva-banche non salva Renzi, Berlusconi calcola il "danno incalcolabile"

07 dicembre 2015 ore 13:01, intelligo
Salva-banche non salva Renzi, Berlusconi calcola il 'danno incalcolabile'
E' un Silvio Berlusconi a tutto tondo, quello che “smonta” le riforme renziane e “bombarda” sulla norma salva-banche che nel weekend dei banchetti targati Pd, rischia di provocare nuovi “scricchiolii” nelle file dem. Analisi che mette in guardia anche da una eventuale vittoria dei 5Stelle alle prossime elezioni e poi allarga l'orizzonte agli scenari internazionali nel delicato scacchiere europeo e medio-orientale, tra il braccio di ferro Putin-Erdogan e gli attentati dell'Isis.

IL SALVA-BANCHE. “Si poteva fare di più e si deve fare di più, ci sono 20mila cittadini che hanno investito i loro risparmi nelle cosiddette obbligazioni subordinate”. In una lunga intervista al Tg5, Berlusconi va all'attacco del decreto “salva-banche” varato venerdì dal Consiglio dei ministri. “I direttori li hanno portati ad investire e ora si trovano improvvisamente senza nulla. Non è ammissibile”, sbotta il leader di Forza Italia che avverte il governo: “Se non si interverrà, ci sarà un danno incalcolabile, vedremo il venir meno la fiducia dei risparmiatori nelle banche con la vendita delle obbligazioni”. Poi indica la dimensione del “salvataggio” governativo a beneficio delle banche in “rosso”: “Si tratta di 790 milioni di euro per queste quattro banche, non è una somma impossibile, il governo deve intervenire al più presto”.

RIFORME DA RIFORMARE. Su tutte quella costituzionale che ridisegna il nuovo Senato (riforma fortemente voluta dal premier). Berlusconi lancia il referendum per bloccarne l'approvazione definitiva. Una mossa in linea con quella già annunciata dal leader della Lega Salvini e da Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia. L'analisi si concentra anche sulla partita per le amministrative che insieme al referendum contro il Senato renziano, rappresentano i due cavalli di battaglia sui quali Berlusconi è intenzionato a cavalcare la prossima campagna elettorale di primavera. E la portata di questo turno elettorale è particolarmente significativa dal momento che al voto andranno città importanti quali Roma, Milano e Napoli. Insomma, amministrative che per il leader di Fi (ma anche per Renzi) saranno inevitabilmente un banco di prova per le politiche 2018. Rereferendum ed elezioni sono “Sono due occasioni per far capire a Renzi che gli italiani non accettano più di non essere in una democrazia. Alle amministrative nelle città, con il referendum, tutti noi faremo il possibile per bloccare la riforma del Senato in cui avremmo una sola Camera per fare leggi e un solo partito dominante”, tuona Berlusconi che non perde occasioni per tornare sul tema giustizia: questione che da vent'anni considera centrale nella modernizzazione del Paese: “Abbiamo subito 4 colpi di Stato, ci sono stati tre governi di sinistra non eletti e abbiamo un premier che si regge su una maggioranza dichiara incostituzionale e sul voto dei senatori eletti nel centrodestra che hanno tradito gli elettori. Con questi numeri Renzi che rappresenta un elettore su 6 italiani aventi diritto al voto non solo governa ma si permette di cambiare la legge elettorale e la Costituzione e nello stesso tempo una sentenza politica paradossale ha cacciato il leader del centrodestra ineleggibile per sei anni non siamo piu in una democrazia”. La denuncia politica è tutta indirizzata a Renzi ma anche a Grillo, nell'eventualità di una vittoria dei 5Stelle (che i sondaggi continuano a dare in crescita). “Siamo di fronte a un vero e proprio regime e Renzi lo ha pensato per se stesso ma in caso di ballottaggio tra lui e Grillo tutti i sondaggisti dicono che vincerebbero i 5 Stelle. E' un'ipotesi terrificante, sarebbe una catastrofe che si può evitare solo con Forza Italia oltre 20% e un centrodestra unito che superi il 40% dei voti ed è quello che noi siamo determinati a fare”.

SCENARI INTERNAZIONALI. Sul versante della politica estera, il leader di Fi si sofferma sul braccio di ferro Russia-Turchia definendolo “una situazione seria,  si tratta di un incidente, di un tragico malinteso tra due Paesi nel mirino del terrorismo. Oltre all'attentato all'aereo russo in Sinai, c'è stato un attentato a Istanbul. Erdogan deve governare un Paese che anche per nostra responsabilità negli ultimi anni ha subito un'involuzione e si è allontanato dall'Ue”. La minaccia Isis: Berlusconi non ha dubbi e di fronte alla prudenza del premier e del governo italiano, rilancia quella che secondo lui è l'unica opzione necessaria: “Il solo modo per prevalere contro i terroristi è creare un fronte comune sotto l'egida dell'Onu. Un forte e organizzato intervento di terra è l'unico modo, i bombardamenti fanno vittime innocenti e producono un cumulo di rovine che non consentono di tornare a viverci”. Ma a Palazzo Chigi, suonano un'altra musica. Lo stesso Renzi scommette sulla Conferenza di Vienna e sta lavorando ad un'analoga iniziativa a Roma per fare il punto sulla Libia. Insomma, la via maestra (almeno per ora) resta quella politico-diplomatica.

LuBi

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