EDITORIALI - Direzione PD: ecco i possibili candidati premier di Mattarella e Renzi

07 dicembre 2016 ore 15:08, Fabio Torriero
Direzione Pd. La partita vera (interna-esterna) è a due. Due democristiani, anzi post-democristiani: Matteo Renzi e Sergio Mattarella.
Non facciamoci incantare, infatti, dalla rissa teatrale e molto virtuale che scoppierà oggi. E’ pantomina mirata alla gestione di una nuova fase politica, dopo la vittoria del No il 4 dicembre e le conseguenti dimissioni “congelate” del premier. I neo-post-comunisti, per lunga e consolidata tradizione frattocchiana, si scanneranno, ci sarà la conta dei fedeli e dei traditori, ma alla fine marceranno (quasi) uniti.
Decodificando la riunione del Pd, emergerà tra le righe la procedura per conciliare nuovo sistema elettorale e formazione del nuovo esecutivo.
EDITORIALI - Direzione PD: ecco i possibili candidati premier di Mattarella e Renzi
Attraverso i nomi che elencheremo si dipanerà forse il futuro delle istituzioni, considerando i tempi tecnici per l’approvazione del dopo-Italicum e del dopo-Consultellum, considerando la sforbiciata di gennaio della Consulta e la nostra Costituzione che impone sistemi elettorali non uguali, ma compatibili. E considerando l’approvazione della manovra finanziaria, i correttivi e il G7 di Taormina. Morale (tempi tecnici in realtà, tempo politici: o febbraio, o giugno, o settembre-ottobre). Più verosimile la data di fine anno.

Premier graditi a Renzi:
1) Del Rio. Fedele al premier uscente. Sarebbe in continuità con il vecchio governo, la stessa maggioranza parlamentare (a guida Pd), e permetterebbe a Renzi di avere ancora il cerino in mano (la monetizzazione del 40% ottenuto al referendum);
2) Gentiloni. Innocuo per Renzi. Stesso discorso per Del Rio;
3) Padoan. Più indipendente rispetto al Giglio magico, ben voluto dalla Ue e da Mattarella;
4) Renzi-2. Sarebbe la cosa peggiore e la cosa migliore per Matteo. Avrebbe ancora la possibilità di mettere le carte sul tavolo, pilotare la fase di transizione, ma sarebbe la definitiva smentita di tutta la filosofia e le parole-chiave che hanno caratterizzato la sua leadership governativa (trasparenza, chi sbaglia paga, velocità dell’esecutivo, governabilità, visione maggioritaria, stabilità), e la perdita definitiva della sua immagine positiva;
 
Premier graditi a Mattarella (e sgraditi a Renzi):

1) Grasso. Governo istituzionale di scopo, concepito unicamente per la riforma elettorale. Con diversa maggioranza parlamentare (dentro tutti, ad eccezione dei grillini e leghisti);
2) Franceschini. Nemico ( o non amico) di Renzi e molto vicino a Mattarella. Godrebbe della stessa maggioranza renziana, ma tranquillizzerebbe le acque, normalizzando la vita istituzionale, aprendo un dialogo e un confronto con altre forze politiche;
3) Padoan. Anche lui non sgradito né a Renzi, né a Mattarella. Potrebbe essere la soluzione per salvare capra e cavoli.

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