Applausi alla mano artificiale italiana: come lei nessuna mai

07 febbraio 2014 ore 11:32, Andrea De Angelis
Applausi alla mano artificiale italiana: come lei nessuna mai
Un risultato straordinario per la medicina italiana, senza precedenti nella storia mondiale. Una mano artificiale è stata collegata chirurgicamente, presso il Policlinico Gemelli di Roma, a Dennis Aabo Sørensen, danese, che aveva perso l'arto una decina di anni fa. Il lavoro è stato fatto al Gemelli dal professore Paolo Maria Rossini ed una equipe di chirurghi e neurologi i quali hanno impiantato, all’interno dei nervi ulnari e mediani del braccio sinistro di Sørensen, degli elettrodi trans neuronali. Lo stesso era stato preceduto dal lavoro di progettazione della mano fatto dall’equipe dell’ingegnere Silvestro Micera, che ne ha spiegato così l'eccezionalità: "Questa è la prima volta in assoluto che nella neuro prostetica il feedback sensoriale è stato restituito e usufruito da un amputato, in tempo reale per il controllo di un arto artificiale” La mano artificiale bionica si è cosi rivelata in grado di trasmettere, in tempo reale, sensazioni tattili al cervello del paziente, permettendogli di riuscire a manipolare oggetti con la giusta forza e dandogli la capacità di percepire forma e consistenza degli stessi. La protesi, chiamata LifeHand 2, è il frutto di lunghi anni di ricerca ed è stata finanziata dall’Unione Europea e dal Ministero della Salute italiano ed hanno partecipato al progetto diversi istituti europei quali l'Università Cattolica di Roma, l'Università Campus Bio-Medico di Roma, la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e l'IRCSS San Raffaele di Roma.  
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