A IntelligoNews la Tenente Balanzoni: "Rischio il carcere per aver salvato una gattina. Oggi a giudizio"

07 febbraio 2014 ore 10:58, intelligo
A IntelligoNews la Tenente Balanzoni: 'Rischio il carcere per aver salvato una gattina. Oggi a giudizio'
di Orietta Giorgio. La manifestazione di questa mattina davanti al Tribunale Militare dell’Associazione degli Animalisti Italiani Onlus è in difesa del tenente Barbara Balanzoni. L’accusa? "Disobbedienza aggravata continuata per non aver rispettato il divieto firmato dal comandante della base di avvicinare animali randagi". Rischia il carcere per aver salvato una gatta durante la missione militare italiana in Kosovo. Ecco cosa ci ha raccontato proprio il tenente Barbara Balanzoni parlando della sua storia in Kosovo. Può raccontarci cos'è successo?   «Sono intervenuta, salvando la gattina partoriente da morte certa, perché il veterinario della base era in licenza, io ero l’unica figura professionale che si poteva occupare con cognizione di causa del parto di quella gatta. L’ordinamento militare si esprime dicendo che, quando il veterinario è assente, il medico subentra nelle funzioni  per quanto attiene alla tutela dell’igiene e sanità pubblica nella base. Sono stata avvertita da alcuni colleghi allarmati dalle lamentele strazianti di Agata, la gatta della base, sono corsa ad accertarmi dello stato di salute della gattina che aveva partorito alcuni cuccioli, mentre uno, morto, le era rimasto nel ventre. L'ho semplicemente aiutata ad espellere il micetto morto, durante questa operazione mi sono ferita ad un dito, ed è stato necessario fare la vaccinazione antirabbica. Mi sono recata nell'ospedale militare dei colleghi tedeschi ( il vaccino era disponibile solo lì), con un mezzo militare, autorizzata, ovviamente, dal mio superiore. Il mio collega ha poi scritto, in una relazione di servizio falsa, che il mezzo che io avevo utilizzato in realtà era proibito. Ma non è affatto così. Lui ha dell'astio nei miei confronti per motivi personali». Cosa rischia ora? «Per la disobbedienza c’è il carcere, poi se il reato è aggravato e continuato la pena aumenta». Chi le è accanto in questo momento?  «Ho un bravissimo avvocato che ha iniziato a seguirmi da tre settimane, ho il supporto delle associazioni degli animalisti italiani e di tutte le persone che hanno firmato la petizione in mio favore, sono state consegnate, presso il Ministero della Difesa alla Segreteria del Sottosegretario di Stato a Roma, circa 200.000 firme. Tutto ciò mi sta aiutando molto, in questo momento è davvero dura».
autore / intelligo
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