Mondo gay vs Putin? E Google si schiera, neanche a dirlo...

07 febbraio 2014 ore 14:41, intelligo
di Micaela Del Monte.
Mondo gay vs Putin? E Google si schiera, neanche a dirlo...
Ban Ki-Moon, il segretario generale dell’Onu, aveva già condannato la legge che vieta la propaganda gay di Vladimir Putin con un appello agli Stati ad alzare la voce contro gli attacchi ai gay, ai bisessuali, ai transgender o gli intersessuali. «Dobbiamo opporci agli arresti, agli imprigionamenti e alle restrizioni discriminatorie che si trovano a fronteggiare i gay» aveva detto Ki-Moon e con la stessa forza Putin si era opposto. «Siete i benvenuti in Russia ma lasciate stare la propaganda». Siate omosessuali in silenzio dunque. Questo è l'appello del Primo Ministro russo che respinge le polemiche sorte intorno alla legge. «Abbiamo un divieto per la propaganda omosessuale e la pedofilia, ma voglio ribadire, la propaganda tra i minori» Ma a combattere a fianco dei gay e del segretario generale dell'Onu adesso c'è anche Google. Questa mattina infatti è apparsa sulla pagina principale del motore di ricerca uno dei tanti Doodle: bandiera arcobaleno, 7 icone degli sport principali e soprattutto un passo della Carta Olimpica contro l'omofobia. Sull'homepage Google infatti si legge: «La pratica dello sport è un diritto dell'uomo. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo sport senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione, spirito di amicizia, solidarietà e fair-play». Quella di Google è solo una delle tante proteste avanzate nei mesi scorsi da nazioni e istituzioni contro il regime omofobo di Putin. Se gli Stati Uniti hanno inviato dei rappresentanti Lgbt (termine collettivo per riferirsi a persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) come diplomatici, la Germania ha scelto delle uniformi arcobaleno. L'ultima stoccata arriva dal Canada, attraverso un video ironico pubblicato da un'associazione per i diritti degli omosessuali, che mostra come le Olimpiadi siano "sempre state un po' gay". Sembrano tutti contro Putin dunque, ma questa volta Google sembra aver dato il colpo di grazia.
autore / intelligo
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