Crisi banche, siamo nelle mani di Padoan: arrivano le misure

07 febbraio 2016 ore 14:25, Adriano Scianca
Crisi banche, siamo nelle mani di Padoan: arrivano le misure
Bacchetta Bruxelles, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan: “All'Europa dico: come si valuta qualità di un'economia? Io non ho dubbi, sulla sua capacità creare lavoro. E quindi le istituzioni e gli strumenti che l'Europa si è data, compresa l'Unione monetaria, si devono valutare su questo. E su questo l'Europa non ha fatto abbastanza”. Continua, insomma, il clima di polemica fra l'esecutivo guidato da Matteo Renzi e le autorità comunitarie. Intervenendo alla scuola di formazione Pd, il titolare dell'Economia ha spiegato che “bisogna riorientare le priorità di politica economica europea verso la creazione di posti di lavoro”. In che modo? “L'Italia – ha ricordato l'eponente dell'esecutivo – ha fatto una proposta, quella di introdurre uno strumento europeo di assicurazione contro la disoccupazione”. Sulle banche, Padoan ha spiegato che in Italia il sistema produttivo “si basa quasi esclusivamente sul credito. Quindi è normale che dopo 3-4 anni di recessione le sofferenze siano aumentate. Ma io dico che un sistema come il nostro, che ha resistito a tutto questo senza crisi bancarie e senza gli aiuti di Stato che ci sono stati altrove, è un sistema molto solido”. 

Il ministro ha citato altri Paesi come la Germania dove “sono stati immessi più di 200 miliardi” per aiutare le banche in difficoltà. Insomma, il sistema è forte e “il governo prenderà la prossima settimana altre misure per rafforzarlo”. Si tratta dei provvedimenti sulla riforma del credito cooperativo, sulle procedure concorsuali e sui rimborsi per gli obbligazionisti delle banche fallite. Padoan ha poi spiegato che “dal decreto 80 euro la riduzione delle imposte è un elemento cruciale delle politiche economiche del governo. È molto bello ridurre le tasse, la vera domanda non è se bisogna ridurre le tasse ma come si coprono i tagli di tasse. Come? Coi tagli di spesa. Con la spending review che è un processo che continua. Lo Stato sta facendo grandi progressi sull'efficienza della spesa. Ad esempio con la spesa sanitaria dove si passa da 33mila a 32 centri di spesa, una cosa che permette un enorme efficientamento dei processi di spesa”.
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