Droghe-Meluzzi: «Liberalizzarle? Aumenta il consumo. Tutti le psicosi sono...»

07 gennaio 2014 ore 17:20, Andrea De Angelis
Droghe-Meluzzi: «Liberalizzarle? Aumenta il consumo. Tutti le psicosi sono...»
«La droga è sempre un veleno devastante per il cervello, e la sua liberalizzazione ha come primo effetto un aumento dei consumi». Così Alessandro Meluzzi, psicoterapeuta e criminologo, commenta su IntelligoNews la proposta del leghista Fava circa la liberalizzazione della cannabis. «Si assisterà ad una specie di corsa agli armamenti, in cui da una parte si legalizza, e dall'altra si dovrà legalizzare la sostanza immediatamente successiva», ammonisce il professore, senza risparmiare un attacco allo Stato: «Se andiamo verso una situazione in cui lo Stato gestisce bordelli, case da gioco e vendita di droghe, avremo creato anche da un punto di visto psicologico e pedagogico uno Stato devastante». L'assessore lombardo Fava, della Lega Nord, invita il suo partito a riflettere sulla liberalizzazione della cannabis. Come commenta scientificamente tale proposta politica? «La liberalizzazione, ed è provato, ha come primo effetto un aumento dei consumi. Al di là di ogni considerazione sul mercato e sulla malavita, che sono alla base di tutti i ragionamenti liberalizzatori, bisogna ricordare questo primo elemento certo: tanto più la sostanza è disponibile, tanto più viene consumata. Inoltre si spinge chi vuole assumere una pratica trasgressiva verso pratiche ancora più appetibili, perché ancora illegali. Quindi se oggi un giovane fa uso di una sostanza, tutt'altro che innocua, come appunto il tetraidrocannabinolo, sarà spinto verso il consumo di sostanze più pericolose come cocaina o eroina».
Droghe-Meluzzi: «Liberalizzarle? Aumenta il consumo. Tutti le psicosi sono...»
Droghe-Meluzzi: «Liberalizzarle? Aumenta il consumo. Tutti le psicosi sono...»
La politica di chi, come il presidente dell'Uruguay Pepe Mujica, legalizza l'uso della marijuana per combattere il narcotraffico, come la giudica?
«Una sciocchezza, perché il narcotraffico non si lascia certamente inibire da questo, spingendo immediatamente per il consumo di sostanze che rimarranno illegali, come la cocaina, l'eroina o il crack. Si assisterà ad una specie di corsa agli armamenti, in cui da una parte si legalizza, e dall'altra si dovrà legalizzare la sostanza immediatamente successiva. Se lo si fa con il crack, significherà aver distrutto il cervello di un'intera generazione». Parlare di assunzioni minime, pesanti, leggere è corretto, o bisognerebbe dire che fa sempre e comunque male? «Il tetraidrocannabinolo fa sempre male. Deve dirle che negli ultimi trent'anni della mia pratica psichiatrica, non ho mai visto un solo caso di esordio psicotico in cui non ci fosse anche il consumo di simili sostanze. Questo non vuol dire che chi assume tetraidrocannabinolo diventa avrà una psicosi, ma che ne esistono molte latenti che il consumo di questa sostanza favorisce». Il segretario della Lega Salvini ha risposto al suo assessore dicendo che nel 2014 la priorità, semmai, è la liberalizzazione della prostituzione. Che idea le dà questo Stato che, basti pensare al gioco d'azzardo, sta portando la sua popolazione verso quale strada? «Se andiamo verso una situazione in cui lo Stato gestisce bordelli, case da gioco e vendita di droghe, avremo creato anche da un punto di visto psicologico e pedagogico uno Stato devastante. La politica della lotta al male deve avere dei confini e dei contorni, altrimenti non si potrà più dire a un adolescente che non è bene comprare un corpo, una sostanza stupefacente o giocare d'azzardo se è lo Stato lo spacciatore di tutto questo». Marcare questi confini implica necessariamente l'uso del termine proibizionismo? «Questo termine ci riporta alla politica statunitense degli anni venti, ma è un paragone improprio, anche perché la cultura del vino in Italia o della birra in Germania è qualcosa di molto diverso dalla prostituzione, dal gioco d'azzardo o dalle droghe. Al di sotto di una certa soglia l'alcool è un alimento, e dunque le due cose non possono essere sovrapposte. Sia chiaro che comunque anche l'alcool rappresenta una malattia se diviene una materia d'abuso, come il cibo può esserlo nell'anoressia o nella bulimia. La droga però, sia chiaro, è sempre un veleno devastante per il cervello».    
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