Rublo, per Putin è la tempesta perfetta. E l'Occidente ci casca con tutte le casse

07 gennaio 2015 ore 10:03, intelligo
putin di Luca Lippi Il Rublo in crisi è realmente una preoccupazione per Putin? Cerchiamo di non farci prendere in giro dalla propaganda occidentale con questi mezzucci da saltimbanco! Il Rublo per Putin non è altro che uno strumento di politica monetaria che ne rafforza l’autonomia di movimento, gli investimenti delle oligarchie industriali e dei magnati sudditi dello zar è tutto in dollari e in euro. Le code ai negozi e ai centri commerciali sono per Putin una vetrina, uno strumento e a giudicare dall’attenzione prestata a questo fenomeno da parte dei media, non desta più grande preoccupazione. Del resto è tipico ai giorni nostri anche per le culture più evolute e progressiste, nonostante i tempi siano cambiati, quello di fare man bassa di sale caffè e zucchero appena conftrasporto minaccia uno sciopero (manco fosse una dichiarazione di guerra). Diciamo che per Putin è la tempesta perfetta, e regolarmente, Obama c’è caduto con tutte le scarpe facendo votare la risoluzione n. 758 che impone nuove sanzioni e l’UE segue pecorecciamente (gli Stati Uniti vogliono l’Ucraina all’interno della Nato e cercano alleati nell’appoggiare la definizione della Russia “Stato Aggressore”) e intanto Putin sorride dicendo che non ha fatto niente, come biasimarlo! E’ pur sempre uno stratega. L’imprudenza della stampa occidentale accosta la crisi Russa a quella del 1998, ma sappiamo tutti che il giorno dopo le notizie sono già non notizie, e quindi ci si permette di dire tutto e il contrario di tutto nel giro di pochi minuti. La realtà è che la banca centrale russa aumentando dal 10% al 17% il costo del denaro ha posto un paletto importante; in questo modo cavalca i benefici di un periodo recessivo (abbassamento del costo del lavoro ad esempio) presumibile nel 2015 soprattutto per l’embargo e solo poi per l’aumento del costo del denaro, tanto vale approfittare no? Così Putin conserva intatte le frecce al suo arco che sono l’avanzo di bilancio di 1270 miliardi di rubli (aggiornato a novembre 2014) e poi la potenza energetica della Russia (facciamo riferimento al progetto South Stream, il gasdotto che collega direttamente Russia e UE). Altro asso nella manica di Putin è l’alleanza economica con l’India, i rapporti tessuti con i Paesi latino americani e l’”amicizia” della Cina che per necessità energetiche (la Cina è particolarmente energivora) piuttosto importanti tiene molto a gratificare Putin anche con iniezioni di liquidità. La questione si regolerà sui tempi, invero piuttosto stretti per Putin, ma sicuramente non avversi alle strategie dello zar. I sonni di Putin sono piuttosto sereni, riposa su un guanciale morbidissimo fatto di crediti delle banche italiane pari a circa 27,6 miliardi di euro. A questo punto, Putin sognerà sanzioni tutta la vita!
autore / intelligo
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